Il Pri ravennate fa quadrato contro la “sfida” di Salvini

Il centrodestra va in frantumi dopo l’elezione del presidente della Repubblica e il segretario della Lega Salvini per uscire dall’angolo lancia agli alleati l’idea di dar vita a un partito repubblicano. Ma non è all’Edera e agli ideali mazziniani ancora vivi in Romagna che pensa il Capitano, quanto più all’elefantino, simbolo del partito conservatore americano.

Ugualmente la proposta nella roccaforte del Pri, ultima enclave nazionale, suona come un atto di sfida, una provocazione che per il vicesindaco e segretario provinciale Eugenio Fusignani merita una risposta a tono: «Se proprio ci tiene ad essere “repubblicano”, lui e quanti altri volessero seguirlo, possono sempre richiedere di iscriversi in una delle nostre tante sezioni. Per quel che mi riguarda proverei a mettere una buona parola ai segretari che dovrebbero avallare la loro iscrizione. Ma non garantisco il risultato».

Dello stesso avviso Francesco Nucara segretario nazionale del partito repubblicano fondato nel 1895 che insieme a Fusignani ricorda i tentativi sventati in passato, di impadronirsi del partito, lanciati da Berlusconi e da Daniela Santanché. «Chi volesse riprovarci – avverte il vicesindaco – dovrà fare i conti con noi. Siamo il più antico partito italiano, abbiamo attraversato tre secoli e siamo ancora qui. Non ci hanno spaventato gli austriaci, i tedeschi e nemmeno Salvini».

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