Il premio Nobel Olga Tokarczuk a Scrittura Festival

«Per un immaginario narrativo che con passione enciclopedica rappresenta l’attraversamento dei confini come forma di vita»: con questa motivazione l’Accademia di Svezia ha assegnato il Nobel 2019 per la Letteratura a Olga Tokarczuk. La scrittrice e poetessa polacca sarà a Ravenna per celebrare Dante, questa sera alle 21.30 alla Rocca Brancaleone grazie alla collaborazione tra Ravenna festival e Scrittura festival. “Che dir non posso con parola” è il titolo della serata, in dialogo con il ravennate Matteo Cavezzali: un’esplorazione dei rapporti tra la poesia contemporanea e l’opera di Dante.

Autrice impegnata, soprattutto sulla causa ambientale, Tokarczuk ha scritto: «Per me si fa politica in ogni momento della vita: quello che mangiamo è politica, come trattiamo gli animali è politica, la natura è politica. Anche i nostri vestiti lo sono. […] Perfino la spazzatura è politica».

Forse in questo vicina al sommo poeta, cui renderà omaggio: nel profondo impegno che pervade ogni minimo gesto e ogni parola della quotidianità. Ma c’è un altro importante punto di contatto, che riguarda la centralità politica della lingua, la costruzione identitaria attraverso di essa: «Essere consapevoli della propria lingua – scrive l’autrice in un articolo del 2014 su “Internazionale” –, con le sue virtù e i suoi vantaggi oltre ai suoi limiti e alle sue stranezze, è un po’ come aver fatto una lunga psicoanalisi. Rivela il nostro bagaglio umano e culturale: non solo come scrittori, con i nostri pregi e i nostri difetti, ma come individui nati in un certo luogo, in un certo tempo e in determinate circostanze».

Nata nel 1962, Olga Tokarczuc è laureata in Psicologia e debutta come autrice di narrativa nel 1993 con “Il viaggio del popolo del libro”, ma ottiene il successo con il suo terzo romanzo, “Nella quiete del tempo”, che ne segna anche la prima pubblicazione in Italia. “I vagabondi”, edito da Bompiani, le è valso il Man Booker International Prize nel 2018.

La serata, che si realizza in collaborazione con l’Istituto polacco di Roma, vede la partecipazione del contrappunto musicale di High Definition Quartet, feat. Igor Boxx. «Il concerto – precisa Matteo Cavezzali, direttore artistico di Scrittura festival – è un’originale seduta spiritica musicale. L’idea di Piotr Orzechowski è quella di interpretare in musica la seconda parte del dramma “Gli avi” (Dziady), scritto dal poeta romantico polacco Adam Mickiewicz (1798-1855), un grande classico della letteratura e traduttore della Divina Commedia in polacco. Un’originale collegamento tra jazz, luci e poesia. Il poeta Mickiewicz rievoca nel dramma un’antica usanza slava, “Dziady”, che commemora gli antenati e che mette a contatto il mondo dei vivi con quello dei morti, come la discesa agli inferi di Dante».

Posto unico numerato euro 10, prenotazione obbligatoria su www.ravennafestival.org

L’evento sarà trasmesso in streaming su ravennafestival.live.

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