La prefetta di Rimini Alessandra Camporota

RIMINI. Non la cita mai la sindaca di Riccione, Renata Tosi. Ma appare chiaro a chi si rivolge il prefetto Alessandra Camporota, quando all’esordio della “fase due” chiede di non abbassare la guardia nella lotta al coronavirus ed esorta unità nelle decisioni che poi vanno a limitare la libertà dei cittadini. Il caso è quello dell’accesso alla spiaggia, vietato dalla Regione. Un provvedimento contestato dalla Tosi, tanto da firmare un ricorso al Tar dopo avere annunciato che l’arenile della Perla verde avrebbe aperto le porte. Il prefetto boccia le «fughe in avanti», perché rischiano di «creare confusione e disorientamento».

Appello ai sindaci
Allora. Oggi è il primo giorno della “fase due” e il prefetto ha inviato una circolare ai sindaci per ribadire come l’ordinanza regionale del 30 aprile sia un punto di equilibrio fra la salvaguardia della salute pubblica e l’esigenza di contenere l’impatto sulla vita quotidiana dei cittadini. Alessandra Camporota chiede quindi «responsabilità e coerenza».

Non abbassiamo la guardia
«Bisogna proseguire il cammino con il metodo della condivisione, che ci ha permesso di valutare, insieme con tutti i sindaci e con la Regione, nelle scorse settimane, l’adozione di misure più restrittive nella nostra provincia – ha ricordato il prefetto -. Con gradualità ci siamo allineati al resto del territorio regionale» e adesso a quello nazionale.
Però, attenzione. «Come ci suggeriscono le autorità sanitarie e in particolare quei medici che lavorano in prima linea, non è questo il momento di abbassare la guardia pensando di esserci lasciati alle spalle un periodo drammatico. Al contrario. Da domani (oggi) è necessaria una ancora più convinta adesione al rispetto delle misure graduali che sono state adottate sulla base delle indicazioni della comunità scientifica e che vedono, anche in questa regione, ancora limitazioni forti alla vita quotidiana».
Il prefetto fa quindi riferimento al «senso di responsabilità» dei cittadini riminesi. «Tutto questo non deve essere disperso con inopinate fughe in avanti, che rischiano di creare confusione e disorientamento nella collettività, alla quale, viceversa, bisogna continuare a mandare, come si è fatto finora, pochi, chiari e univoci messaggi».
Detto questo, Alessandra Camporota ricorda e rinnova l’impegno delle forze dell’ordine e i «mirati e diffusi controlli sul rispetto del divieto di assembramenti e sul distanziamento sociale e la sicurezza nei luoghi di lavoro».

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