SAN MAURO PASCOLI. Avevamo lasciato Guido Catalano a raccontarsi in veste natalizia, accompagnato dal suo libro strenna parlante “Poesie al megafono”; ora fa ritorno in Romagna in piena estate, in un luogo simbolicamente poetico quale è la Torre sammaurese, o Villa Torlonia. È qui che stasera alle 21.30, per Rèverso Teatro, il poeta torinese recita il suo nuovo sferzante tormentone “Adesso basta poesie d’amore”. Un titolo provocatorio, che significa continuiamo a poetare d’amore. Certamente con ironia, come è tipico dello stile di Catalano, nelle cui trame si nasconde tanto sincero sentimento, ora più velato e trepidante, ora più esplicito. Non a caso nel sottotitolo dello spettacolo aggiunge “E diamoci dentro”, tanto per esortare a passare dalla teoria verbale all’amore concreto.
Perché per Guido Catalano il sentimento amoroso è connaturato al suo essere, e a lui piace raccontarlo in tour come fosse una rock star. Lo esalta l’idea della tournée rock, in stile ha dichiarato, «demenziale e ironico, alla Skiantos»; così la sentiva nel vigore dei suoi 18 anni, quando suonava al liceo continuando per dieci anni.
«Poi, quando il gruppo si è sciolto, i testi che scrivevo per la band si sono trasformati un po’ alla volta in quelli che sono adesso. La canzone ha bisogno della musica, Il testo di una poesia deve avere musicalità e ritmo, come fosse una canzone con musica incorporata».
In questi mesi di distanza dalla Romagna, i pensieri poetici amorosi, e non solo quelli, lo hanno mentalmente occupato nei giorni e mesi di clausura per pandemia. Nel lungo periodo casalingo Catalano si è interrogato su «di cosa parliamo, quando parliamo d’amore in tempi di pandemia». Riflessione questa che gli ha dato la spinta per scrivere nuovi versi da fare girare appena possibile fuori di casa, in un nuovo tour su e giù per l’Italia come gli piace, e stasera nella corte sammaurese fa tappa nell’unica data romagnola del momento.
Dichiara di voler compiere «un suggestivo viaggio poetico per cercare di tornare alla normalità»; occasione per riproporre le poesie divenute classici del suo repertorio, da “Ti amo ma posso spiegarti”, a “Piuttosto che morire m’ammazzo”, a “Si può morire di ciliegie?”, alla struggente e intensa “Teniamoci stretti che c’è vento forte”, fino al sempre richiesto “Cocciantone” di “Fuor di metafora”. Ma presenta anche versi inediti e recenti concepiti «sotto gli effetti psicotropi del lockdown. Perché, siamo sinceri, baciarsi con la mascherina è davvero scomodo!». Nel frattempo porta avanti il progetto di uno spettacolo a due, con un’attrice al fianco, diretto da una regia, basato questa volta sui dialoghi, che pure fanno parte della sua produzione autorale.
È stata una bella “scoperta” di Roberto Mercadini, Guido Catalano in Romagna; l’affabulatore di Sala lo fece conoscere già sei anni fa, a Cesenatico. Oggi fra i due è nata una bella amicizia. Diversi ma entrambi poeti, performer monologanti, capaci di condurre platee nuove verso la poesia, attraverso i social.
Euro 10. Biglietteria dalle 16. Info: 370 3685093

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