La giornata di ieri come da premesse poteva essere decisiva per le indagini ed alla fine lo è stata. Il piromane che ha dato fuoco alla giostrina adesso ha un volto: ripreso dalle telecamere di vecchia generazione che si trovano più distanti rispetto al luogo esatto dell’incendio. Ma capaci di filmarlo a volto scoperto e quindi renderlo più facilmente associabile alle investigazioni che continuano per smascherarlo.

Solitario e determinato

Quella per cui si indaga fin dall’inizio è l’ipotesi di un regolamento di conti. Di qualcuno che comunque abbia nella lista dei suoi nemici i proprietari della giostra e che si sia voluto esporre in prima persona per fare del male al proprio “avversario”. Tesi che viene respinta con forza dai proprietari della giostra che non hanno mai avuto nessuna discussione con nessuno e che quindi non hanno idea di chi possa avergli voluto arrecare un danno simile. L’ipotesi di un gesto studiato nei minimi dettagli e quindi preparato è suffragata da quanto ieri un tecnico specializzato è riuscito a ricavare lavorando sull’intero pacchetto di telecamere di sicurezza presenti in città. Non solo quelle “full hd” di ultimissima generazione ma anche quelle di vecchio tipo.

Giovane con la barba

Il piromane è un uomo giovane d’età, con la barba e dai tratti somatici simili alle persone dell’Est Europa.

Alle 3.40 circa del mattino le telecamere che si trovano nella zona dell’Anagrafe lo inquadrano mentre sta recandosi verso piazza Pisacane.

Poco prima delle poste si alza il cappuccio della maglia sulla testa ed indossa una mascherina per nascondere i propri connotati.

Le telecamere di questa fetta di strada non sono quelle di ultimo tipo con le quali ingrandire le immagini fino ai minimi dettagli del volto. Ma sono sufficienti per dare una corporatura certa e dei tatti somatici ben definiti al piromane.

Carabinieri a un passo

Il giovane ha con sè una tanica. Di liquido infiammabile: verosimilmente gasolio recuperato da un distributore di carburante. Versa molto liquido sul telone della giostra. Poi mette altro propellente sotto alla giostrina e sulla cassa della stessa. Poi si ferma. E va a nascondersi dietro alle colonne delle Poste. Motivo: sta passando una gazzella dei carabinieri sul pontile a fianco del porto canale. I militari sono ad un soffio dal piromane ma non lo notano nascosto com’era dalle colonne delle poste e dalla mole della giostra.

Fuoco e fuga

I carabinieri non solo gli unici ad aver rischiato di vedere in tempo il piromane in azione. Di lì a poco infatti transitano e sfilano via nella notte anche due ciclisti. Nessuno dei quali si avvede di quella figura o sente lo “strano odore di benzina” che sicuramente già impregnava l’aria. A quel punto il piromane esce dal colonnato. Lancia sul telone quello che all’apparenza è un fiammifero acceso e si allontana in direzione di Largo San Giacomo.

I nuovi elementi catalogati dal punto di vista tecnico potrebbero indirizzare le indagini su una persona che comunque frequenta o ha frequentato in passato quei luoghi di Cesenatico. Si è mosso con maestria per riuscire a non farsi vedere e non ha desistito nemmeno quando si è trovato nel rischio di essere colto sul fatto dai carabinieri. Se sia segno di una padronanza del territorio in cui si stava muovendo o soltanto determinazione nel voler portare a termine il compito che si era prefisso solo le indagini future lo potranno dire con chiarezza.

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