Il piccolo Silvio ucciso dai bombardamenti a San Marino

L a storia di questo ragazzino è veramente emblematica, tragica com’è stata a causa del periodo in cui è accaduta, a ridosso dell’invasione dei Tedeschi, prima alleati degli Italiani, poi nemici feroci. Nell’estate 1944 le milizie tedesche, le famigerate S.S., operavano gli ultimi rastrellamenti tra gli abitanti dei nostri paesi nei dintorni di Rimini.

I nostri uomini, reduci dallo scioglimento dell’esercito italiano, avuto sentore delle operazioni che intendevano eseguire nella zona i Tedeschi, si nascosero, alcuni in mezzo ai campi di grano maturo, altri dentro le case delle cui stanze avevano murato le finestre. Era circa la fine di giugno. Noi stavamo oziosi ed inquieti, pensando a ciò che poteva succedere intorno a noi da un momento all’altro, quando sentimmo il rombo di aerei che, sorvolando le nostre zone, si diressero verso la Repubblica di San Marino, le cui torri si stagliavano nitide, sebbene a diversi chilometri di distanza in linea d’aria.

Osservammo stupiti queste manovre inusuali quando gli aerei sganciarono su quel territorio bombe a non finire. Rimanemmo senza fiato pur non sapendo quello che avevano provocato. Silvio, il ragazzino coinvolto in questa vicenda, era partito dal paese di Taverna di Montecolombo con un gruppo di pensionati che andavano a San Marino a ritirare la pensione poiché gli uffici a Rimini si erano trasferiti a San Marino a causa dei bombardamenti che erano avvenuti.

Gli uffici erano stati collocati nelle gallerie del Monte Titano. Il ragazzino si era accodato ai pensionati per recarsi a comprare, per conto del padre artigiano, delle vernici per il suo lavoro. Aveva solo undici anni, ma in lui c’era il coraggio e la spensieratezza tipica della sua età, oltre al desiderio di vedere cose nuove, tanto più che si trovava in buona compagnia.

Il percorso dal paese era abbastanza lungo per arrivare nel territorio della Repubblica, ma nulla avrebbe fermato il ragazzino pieno di entusiasmo: era partito saltellando come se andasse ad una festa. Invece, arrivati all’imbocco delle gallerie, aspettava loro una brutta sorpresa: quella squadra di aerei che avevamo visto sorvolare sopra le nostre teste, volando a bassa quota, scaricò, proprio davanti alle gallerie, ai piedi del Titano, bombe a raffica, seminando distruzione e morte. Il gruppo, spaventato come tante altre persone, si disperse scappando in direzioni diverse. Silvio sfuggì dalla vista degli anziani tantoché alla fine del bombardamento non fu ritrovato.

“Era biondo, di gentile aspetto, allegro, come si può essere solo a quella età”.

Le scene che seguirono questi fatti furono di grande dolore e affanno di questi poveri pensionati che, non riuscendo a trovare il giovanissimo compagno, tornarono al paese con l’angoscia nel cuore.

Silvio aveva frequentato le elementari con profitto, tantoché i quaderni che la sorella maggiore aveva raccolto dopo la sua morte, testimoniano una buona preparazione linguistica. Era intraprendente, generoso, vivace, come tanti ragazzini della sua età, pronto allo scherzo facile che manifestava dietro ad una specie di balbuzie per nascondere le sue innocenti marachelle. Non si può immaginare quale sia stato lo strazio dei genitori quando tornarono i pensionati, da soli, senza il ragazzino. Il giorno dopo il fatto gli zii materni andarono a San Marino e trovarono il cadavere in una camera mortuaria: c’era solo lui, con accanto quello che era rimasto dei suoi abiti, squarciati dalle schegge delle bombe.

Infilarono il corpicino in un sacco e tornarono al paese con quel che restava del fanciullo pieno di allegria che si stava affacciando alle stagioni della vita con la spensieratezza tipica della sua età. Era stato reciso come un fiore, colpito dalla furia omicida degli uomini che intendono mettere fine alle controversie mondiali seminando morte e distruzione. Questo fu uno dei tanti episodi della Seconda Guerra Mondiale, che, come tutti sappiamo, non solo dai libri di storia, ma, perché molti come noi, ne fummo protagonisti e testimoni impotenti.

La Repubblica di San Marino, considerata dal Medioevo territorio libero per una speciale convenzione e tradizione, fu teatro di questo episodio. Ne testimonia la lapide marmorea posta proprio nelle gallerie ai piedi del Titano, dove sono riportati i nomi dei civili morti nei bombardamenti del 28 giugno del 1944; tra questi figura anche il nome di Silvio Guidi. Biondo era Silvio, allegro come un uccello, pronto a spiccare il volo… noi non possiamo ricordarlo che così.

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