Il “piano Marvelli” della Diocesi di Rimini per la rinascita

RIMINI. Ci sono 300.000 euro, ma anche la volontà di mettere in campo le 54 Caritas parrocchiali di Rimini e chiamare i cittadini a dare una mano facendo volontariato, donando e segnalando chi ha bisogno. Il tutto seguendo le parole d’ordine: accogliere, accompagnare e integrare e con quattro aree di intervento: emergenza, servizio Famiglie insieme, Fondo per il lavoro, area animazione, comunicazione e formazione. E’ il “piano Marshall” della diocesi di Rimini per il post covid, un “piano per la rinascita” delle persone che con l’emergenza sanitaria si sono ancor di più impoverite. Con la risposta all’emergenza si vogliono quindi attivare sia le Caritas parrocchiali sia i singoli cittadini, invitando ciascuno a “uscire dall’indifferenza, segnalare persone e famiglie in difficoltà e, se possibile, offrire un contributo in termini di volontariato o di risorse economiche”, si aggiunge dalla diocesi. Dal Piano Marvelli il vicario generale, don Maurizio Fabbri si aspetta quattro frutti: “Dare concretezza alla parola carità troppo spesso ridotta ad elemosina o sussidi”. Secondo: “Rigenerare le 54 Caritas parrocchiali, che siano di vero stimolo nelle rispettive comunità, un compito educativo e pedagogico”. Terzo: Dare “un’opportunità a tanti giovani, i quali debitamente stimolati rispondono con passione, come testimoniano le tante esperienze positive vissute sul territorio durante il lockdown”. E infine il piano deve “insegnare a fare rete, perchè se non può essere una risposta a tutti i bisogni, può provocare ed essere positivo stimolo anche per altre realtà, enti, associazioni, istituzioni, amministrazioni”. Intanto, per chi vorrà donare è stato creato un Comitato dei garanti, presieduto dal vescovo di Rimini Francesco Lambiasi e composto dai rappresentanti delle amministrazioni e istituzioni locali. “Guai a noi – è la provocazione-suggestione del vescovo – se non avremo cura delle relazioni, se non sapremo saldare la catene delle generazioni, se offriremo solo slogan facili, senza aver imparato che non può sussistere diritto senza dovere, competizione senza cooperazione”.

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