Il Pasolini di Toffolo in scena a Cesenatico con i Tarm

In coda al centenario di Pier Paolo Pasolini (1922-1975), ecco uno spettacolo che gli rende omaggio in modo originale. È “Pasolini, concerto disegnato” stasera alle 21 al teatro Comunale di Cesenatico, in una delle ultimissime date del tour, l’unica in regione. A fare rivivere sul palco la personalità dell’indimenticato intellettuale è Davide Toffolo, leader dal 1994 della band Tre Allegri Ragazzi Morti in uno spettacolo di disegno, parole, musica.

Davide Toffolo è di Pordenone, non lontano da Casarsa dove Pasolini è nato. Fumettista e musicista nel contempo, laurea in Disegno anatomico a Bologna e scuola di fumetto con Andrea Pazienza, Toffolo (1965) è autore di format originali.

Questo lavoro, Toffolo, nasce dal desiderio di rendere omaggio al suo illustre conterraneo?

«C’era questa volontà, insieme alla voglia di capire di più di un personaggio entrato nella mia quotidianità quando avevo 11 anni attraverso l’eco di una morte così tragica, e con il suo timbro di voce angelica, ma soprattutto mi interessava ciò che diceva rispetto alla nostra realtà. Questo spettacolo è nato molti anni fa al Palazzo delle Esposizioni di Roma, quando ci chiesero di partecipare a un reading di musicisti indipendenti. Leggere non era il nostro punto di forza, così abbiamo immaginato uno spettacolo con il disegno come filo narrativo. Quest’anno l’abbiamo rimesso in gioco, perfezionato grazie alla nuova tecnologia. Ogni sera ci accompagna un forte affetto del pubblico, sia verso di noi, sia per Pasolini».

Quale traccia seguite?

«Punto di partenza e riferimento è la graphic novel “Pasolini” che ho scritto vent’anni fa, una delle prime graphic novel italiane; nel 2002 non c’erano ancora editori disposti a impegnarsi in questo genere. Dopo è arrivata Coconino, poi altri editori, il mio libro è uscito in più edizioni, adesso per Rizzoli».

Cosa presentate al pubblico?

«Sostanzialmente è uno spettacolo legato al disegno dal vero. Io disegno 10 quadri all’interno di una drammaturgia complessa che ripercorre anche la biografia di Pasolini. Ci sono le sue parole dove emergono concetti legati alla dimensione di scrittore, che considera un’esperienza principalmente esistenziale; c’è la poesia “A un ragazzo” in cui sottolinea la difficoltà del rapporto fra generazioni, tematica questa importante anche nei Ragazzi Morti. C’è una canzone dal suo film “Che cosa sono le nuvole”. Si ascolta la voce di Pasolini ma si vede pure il suo corpo nudo, reinterpretato e disegnato in un totem di cartoni che, durante lo spettacolo, viene montato e poi smontato».

Qual è il senso delle parole del famoso intellettuale che più emerge?

«La riflessione è pervasa dalla difficoltà dell’esistere in un momento di cambiamento antropologico così forte come stiamo vivendo, che è lo stesso che lui aveva immaginato. Ma Pasolini non è soltanto attuale, è interessante perché ha a che fare con l’essere umano nudo, cioè assoluto, cosa questa che rappresenta anche la forza della poesia».

Come si è evoluto questo suo lavoro negli anni?

«Non si è modificato perché la mia esistenza è sempre stata sospesa tra i fumetti e la musica. Posso aggiungere che la lunga battaglia portata avanti per l’emancipazione del linguaggio dei fumetti penso sia una battaglia vinta, adesso con i fumetti si può raccontare qualsiasi cosa».

Come vi preparate al trentennale della band, ancora “mascherati”?

«Tanto più oggi, in cui per via dei social siamo diventati più pubblici, credo risulti più comprensibile la nostra volontà di omettere l’immagine. Il 2023 sarà per noi un anno di scrittura, non faremo concerti dal vivo per prepararci alla festa dell’anniversario del 2024, sperando che ci porti un nuovo disco».

Info: 0547 79274

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