«Vedere in prima pagina la foto di un tabaccaio che indossa un diaframma di plastica, pressappoco davanti alla bocca, mi indigna». Inizia così la lettera inviata dal medico chirurgo riminese Salvatore Ceccarelli al Corriere Romagna. Parole “ispirate” dalla visione della fotografia in cui Giorgio Dobori, presidente della Federazione tabaccai della provincia di Rimini, posa nel suo negozio con il “paraspruzzi” al posto della mascherina chirurgica. Secondo il medico, infatti, quel “dispositivo” «non garantisce nessuna sicurezza a chi gli sta vicino». A dare ragione al dottor Ceccarelli è l’Ausl Romagna che a proposito delle “visierine paraspruzzi”, «che si collocano sul viso con appoggio sul mento, nonché di visiere “fronte –mento”», afferma che tali presidi (gli stessi che spesso indossano camerieri e baristi in ristoranti e pubblici esercizi), «non sono sostitutivi dell’utilizzo della mascherina di tipo chirurgico». Anzi, l’unica possibilità di utilizzare le visiere, secondo Ausl Romagna, è quella di indossarle «in aggiunta e non in sostituzione delle mascherine chirurgiche».

Non è vietata ma non basta

Secondo il tabaccaio Dobori, invece, il “paraspruzzi”, «non è vietato, e sono in tanti, soprattutto chi deve coprirsi naso e bocca per tante ore, a comprarlo e indossarlo. È difficile tenere la mascherina chirurgica per tutto il giorno». I “paraspruzzi”, infatti, sono in vendita anche nella tabaccheria gestita da Dobori, che spiega come nonostante non si tratti di dispositivi a norma di Dpcm, per molte persone siano utili. A comprarli, secondo il tabaccaio, sono diverse categorie di persone. Tra queste, «anche chi vive in casa con anziani o persone a rischio, che non se la sente di non indossare nulla, ma al tempo stesso non riesce a portare la mascherina per tante ore di fila». In aggiunta, proprio perché impossibilitati a indossare la maschera facciale chirurgica, ad acquistare il “paraspruzzi”, «che è fatto da una lastra in plexiglass, legata a un elastico regolabile, adatta a essere igienizzata totalmente», sono anche i genitori dei ragazzi disabili o con problematiche respiratorie. «Chi non può coprirsi il naso e la bocca con la mascherina per ragioni di salute o disabilità, ed è esonerato dalla legge a farlo, – spiega ancora il tabaccaio – ricorre spesso a questa soluzione, in modo da non essere del tutto “nudo”».

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