Il "Paradiso" di Cristicchi al San Domenico

«Spero che questo lavoro diventi il mio capolavoro. Non si tratta di una rappresentazione del Paradiso descritto nella Divina Commedia, sarò accompagnato dai versi che mi aiuteranno a raccontare anche qualche mia esperienza personale. Con questo spettacolo voglio sperimentare e avere il coraggio di trasformare qualcosa di monumentale in un'altra di molto vicino alla modernità».

A presentare “Paradiso. Dalle Tenebre alla luce” è lo stesso Simone Cristicchi, attore, musicista, scrittore eclettico che, con quest’opera, affronta il poema dantesco con il suo originale e poetico punto di vista. Lo spettacolo, all’Arena San Domenico il prossimo 30 e 31 luglio, è co-prodotto per la prima volta dai centri di produzione teatrale Elsinor e Accademia Perduta/Romagna Teatri e vedrà la partecipazione dell’Orchestra Bruno Maderna. «Con Simone non si poteva che parlare di Paradiso – spiega Ruggero Sintoni di Accademia Perduta – oltre ad una rigorosa ricerca storica questo artista aggiunge sempre un contenuto spirituale e umano in ciò che fa, fin da quando vinse il Festival di Sanremo».

Quella che si vedrà in scena all'Arena San D’menico (che quest’anno ospiterà ben 90 serate a partire dal 3 giugno), è un’opera originale che unisce il teatro alla musica, coinvolgendo più discipline. Lo stesso Cristicchi ha scritto appositamente dei brani. «Si tratta di un teatro-canzone sinfonico – dice l’artista recentemente insignito della Targa De Andrè – ci saranno brani inediti e durante i monologhi sono accompagnato da melodie. Non solo, ho voluto sperimentare: ho provato a rendere l’Inno alla Vergine contenuto nel 33° canto del Paradiso, una canzone. Tutto questo per partire da quello che Dante ci racconta. Per farlo sono partito da una lettera che ho indirizzato al Sommo Poeta: l’uomo non è così diverso da quello di allora ed è ancora uno strano essere diviso tra bene e male, solo che non ce ne rendiamo conto perché questa situazione ha mandato in frantumi tutte le certezze che avevamo acquisito in questa attuale selva oscura».

Un lavoro del tutto originale che prima di arrivare a Forlì debutterà il 23 luglio a San Miniato e poi al Santuario Francescano della Verna. «Vedere due realtà forlivesi che producono uno spettacolo così importante e per di più in un momento così difficile, è motivo di orgoglio – conclude Gianfranco Brunelli, direttore della grande mostra della Fondazione Cassa dei Risparmi di Forlì, “Dante. La visione dell'arte” –. Il maestro Cristicchi è poeta dell’umano che ci fa toccare le vette del divino: questo è anche il Dante che raccontiamo nell’itinerario della mostra che non vuole essere celebrativa ma interpretativa e ben si accompagna a questa iniziativa».

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