Il mercato Automotive e il lockdown
I primi quattro mesi del 2020 hanno dato conferma di quanto si temeva: il mercato dell’auto è stato azzerato. La chiusura totale, anche alle vendite, degli ultimi due mesi, a causa del lockdown per la pandemia, ha dato il colpo di grazia. Il Covid-19 ha fatto le sue vittime artificiali: auto e moto e, di conseguenza, tutte le società del settore, dalla vendita al noleggio, si sono ritrovate con perdite enormi e mezzi invenduti.

Il mese di maggio ha diffuso un dato sconcertante. Rispetto allo stesso mese dell’anno scorso, si registra una variazione negativa nelle immatricolazioni pari a -49,61% (99.711 automezzi totali). Una devastazione senza precedenti.

I dati che il MIT fornisce sono devastanti:

  •        Immatricolazioni nei primi cinque mesi dell’anno: -50,45%
  •        Variazione dei canali privati: -35%
  •        Diminuzione nel settore del noleggio: -69%
  •        Perdite di mercato per le società: -57%

La positività del noleggio a lungo termine

Nonostante la flessione che ha subito questo mercato, come tutti gli altri, nel quinto mese dell’anno in corso si assiste a una ripresa, seppur minima, del comparto noleggio a lungo termine. Grazie ai vantaggi di queste formule, in cui, a fronte di una sola rata mensile che copre tutte le spese (manutenzioni, tasse, assicurazioni), un cliente può godersi senza preoccupazioni una macchina nuova per un massimo di 5 anni, il settore delle auto si sta pian piano riprendendo.

L’insieme delle società che dominano il mercato raggiunge il totale del 79,3%: una crescita di 1,6 punti rispetto al 2019. Il resto del mercato è suddiviso tra le altre società settoriali.

Il motivo per cui il noleggio a lungo termine sia, attualmente, appetibile è dovuto al fatto che i clienti, non avendo al momento molta liquidità per l’acquisto, ritengono vantaggiosa la formula del canone mensile tutto incluso. Si può affermare che questa tipologia di contratto stia salvando il mercato delle auto.

Gli operatori, dal canto loro, possono noleggiare i mezzi in loro possesso rimasti fermi in questi mesi, recuperando una parte delle perdite causate dallo stop forzato. Le proposte contrattuali non sono rivolte solo ai parchi auto aziendali ma, da qualche anno a questa parte e sempre più in espansione, anche ai privati. Diverse tipologie di formule rendono accessibili diversi tipi di automezzi e motocicli, rendendoli preferibili all’acquisto diretto.

Le parole del presidente UNRAE

Michele Crisci, presidente dell’Associazione Case Automobilistiche Estere (UNRAE), ha commentato i dati di maggio 2020, chiarendo che i dati di immatricolazione del mese in oggetto, riguardavano ordini sottoscritti prima che l’emergenza Covid-19 iniziasse. Secondo quanto da lui riportato, il settore automobilistico sta attraversando la più grande crisi mai vista, con una liquidità appesantita da centinaia di migliaia di veicoli fermi nei piazzali.

Cosa ha fatto il Governo

Il Decreto Liquidità che il Governo ha messo a disposizione per il settore automotive è altamente insufficiente e ancora imbrigliato nelle burocrazie e bloccato nel sistema bancario e, secondo le affermazioni di Salvatore Saladino (Data Manager Dataforce Italia), è stato più deleterio dello stesso virus.

A fronte di 18 miliardi di veicoli invenduti, sono stati stanziati solamente 100 milioni di euro, per una fascia che riguarda solo lo 0,2% del settore. Adolfo De Stefani Cosentino, presidente di Federauto, è ancora più duro. Ha dichiarato, infatti, che il mercato, visti tutti questi dati, è drammaticamente fermo, ed è assurdo che il Governo si sia dimostrato cieco e sordo verso un settore che, da solo, produce più dell’11% del Pil totale.

Rispetto alla Francia, che ha stanziato un programma strutturato per salvare e tutelare il settore, e alla Germania, che si spera segua presto l’esempio francese, l’Italia è ancora in alto mare.

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