Il ministero lancia l’Sos per aiutare gli impollinatori

Dalle api dipende il 70% della produzione agricola del mondo. Proprio per questo motivo l’Europa sta dettando linee precise per la loro protezione. L’Italia non ne è da meno: con una direttiva il ministro della Transizione ecologica, Roberto Cingolani, si è rivolto ai responsabili dei parchi naturali e delle aree marine protette sottolineando, con urgenza, l’azione di tutela. Dopo l’istituzione delle “aree protette”, avvenuta con legge nel 1991, periodicamente il ministro dell’Ambiente (ora della Transizione ecologica) emana direttive di “indirizzo delle attività dirette alla conservazione della biodiversità”.

Pur mantenendo uno sguardo globale sul tema della tutela della biodiversità, e quindi sulle sue minacce (consumo di suolo, urbanizzazione, emissioni inquinanti e climalteranti), la Direttiva Biodiversità 2021 si focalizza sulle azioni dirette ad affrontare il declino degli insetti impollinatori. Si tratta di un problema globale, che ha colpito molti paesi dell’Unione Europea e anche l’Italia e che è al centro anche della nuova Strategia dell’Ue per la biodiversità e del relativo Piano per il ripristino della natura.

Gli enti parco nazionali, si legge nel documento, dovranno “assicurare la prosecuzione e il consolidamento delle azioni sugli impollinatori”.

Centrale è l’attività di monitoraggio, che risulta essenziale per studiare il fenomeno del declino di questi insetti, comprenderne le cause e pianificare azioni di contrasto efficaci.

Tale attività dovrà essere aggiornata alla luce dello schema di monitoraggio europeo, pubblicato lo scorso ottobre per fornire informazioni complete sulle popolazioni degli agenti impollinatori.

Non ci sono solo le api selvatiche, però.

Il monitoraggio dovrà interessare, anche le farfalle, diurne e notturne e tutto l’ordine dei lepidotteri e della famiglia dei sirfidi.

I parchi nazionali dovranno individuare entro il prossimo 15 maggio piani di azione per la conservazione della biodiversità da sviluppare. Le attività sugli insetti impollinatori, invece, saranno oggetto di una relazione intermedia da sottoporre alla Direzione per il patrimonio naturalistico del Mite, oltre che della rendicontazione prevista per fine anno.

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