Un libro nato con una scommessa: raggiungere la quota di almeno 200 prenotazioni in 100 giorni era infatti la condizione per dare il via alla casa editrice Bookabook di Milano, che ha assunto la pratica di pubblicare i propri titoli grazie a campagne di crowdfunding, Ma “Senza passato”, opera prima del giovane meldolese Andrea Robertazzi, ha bruciato ogni tappa: il “pre-order” ha infatti addirittura superato la quota richiesta (le prime 100 copie sono state prenotate in 12 ore), e si avvicina sempre di più quindi la data della pubblicazione, che avverrà all’inizio del 2021. Robertazzi, classe 1993, è laureato in Giurisprudenza e fin dall’università è una penna del giornalismo sportivo.

«Ma nonostante queste attività – racconta il giovane autore – da quando ero bambino la storia di Brando e di sua figlia Alyssa mi girava dentro, da quando, durante un viaggio in macchina con i miei, mi ero chiesto: ma come sarei stato se non avessi avuto questi genitori? I dettagli poi mi si sono chiariti, i personaggi hanno preso sempre più vita finché, in un periodo di pausa da studio e lavoro, mi sono detto: voglio provarci, ma già con l’idea di lasciare tutto in un cassetto».

E non è andata così…

«Mi sono reso conto che la storia prendeva sempre più forma, e che nella disperazione di Brando, nel bisogno di risposte di Alyssa c’era anche qualcosa che mi apparteneva, o a cui ero passato vicino. Insomma, mi sono… innamorato dei personaggi, e ho accettato questa sfida, con la voglia di essere ascoltato e capito, e con la consapevolezza, allo stesso tempo, che questo è un lavoro inevitabilmente acerbo. Certo, ho lasciato andare la storia come e dove doveva, ma quello su cui ho puntato davvero è stato il percorso psicologico dei personaggi, con un piccolo rimpianto: avrei potuto sviscerarlo ulteriormente senza preoccuparmi della sintesi».

Forse è l’esperienza giornalistica che ha influito.

«Sì, già l’ultimo anno di Liceo Classico era l’articolo di giornale che preferivo come modalità di “tema”, poi dopo aver iniziato a scrivere su blog di sport, fui notato dalla rivista Calciomercato.com con la quale per anni collaborai anche in redazione, a Milano. Ora frequento un master in Sport management con uno stage al Cesena calcio, ma in mezzo a tutto questo è maturata l’idea del libro: un’esperienza che mi emoziona, in cui non percepisco il passare del tempo, e do sfogo a un bisogno di comunicare e condividere il mio mondo, cosa che altrimenti forse non farei…».

Il personaggio più caro?

«Brando, anche se io ho sempre in mente il motto “homo, faber fortunae suae”, e lui invece scommette con la vita tutti i giorni. Ma a lui come ad Alyssa ho cercato di attribuire un registro e un lessico proprio per far emergere il modo, diverso ma affascinante, di guardarsi dentro: e in questo “passo doppio”, nella specularità delle situazioni, continuamente ribaltate senza però che venga rinnegato quanto successo prima, sta per me il fascino di Brando e Alyssa: due figure in evoluzione, mai uniformi, sempre alla ricerca di se stesse».

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