Il manager di Beneteau: “Bravissima Luna Rossa!”

Gianguido Girotti è uno di quelli che mette la sveglia. Cesenate, 43 anni, è il direttore generale del Gruppo Beneteau (fatturato da 1,2 milardi di euro), il più importante produttore mondiale di barche a vela e motore. Appassionato velista, ha studiato ingegneria navale a Southampton e lavorato col progettista argentino German Frers (quello del Moro di Venezia e della prima Luna Rossa). Ha partecipato all’avventura di Coppa America di Victory (Svezia) nel periodo 2000-2003 e negli anni successivi ha lavorato per i Cantieri Del Pardo di Forlì prima di approdare a Beneteau nel 2015.

Girotti, mettiamo la sveglia alle 4 per vedere Luna Rossa?

«Sì, metto la sveglia, Ma mi alzo prima che suoni».

Perché queste levatacce?

«Luna Rosa è l’equivalente della Ferrari per la Formula Uno. Io sono appassionato e la Coppa America per me rimane una di quelle esperienze indimenticabili, da quando vi partecipai con gli svedesi di Victory, nel design team guidato da German Frers».

Ricordi?

«Esperienza bellissima! Impari tantissimo. Hai la pressione dell’avversario che è nascosto e non lo vedi fino all’ultimo quando si scende in acqua. Tante idee, tante notti insonni e tutto si gioca in poche ore. C’è tantissima ricerca e tanto lavoro di squadra. Una sfida intellettuale importante nella quale vince chi ha non l’idea… ma l’insieme delle idee migliori quindi è una sfida di squadra e di intelletto».

Cino Ricci, Raul Gardini, Max Sirena. La Romagna nell’America’s Cup è protagonista. Perché?

«Secondo me la Romagna mette insieme due aspetti. La sua gente ha origini semplici, è gente cioè abituata a lavorare sodo, nessuno diventa numero uno per una botta di fortuna ma solo con la determinazione e tanto impegno. Poi vi è l’altro aspetto ossia la creatività. Una creatività unita a questa determinazione, a questa voglia di lavorare, al non lamentarsi, allo spirito di sacrificio… Il milanese lavora e si lamenta. Il romagnolo lavora ma è contento, perché nel suo lavoro mette creatività e passione».

Parliamo di Luna Rossa. Chance?

«Quando si inventa una nuova serie di barche c’è sempre quello che trova l’idea in più dell’altro e fa la differenza. C’è chi va meglio in certe condizioni di vento e chi sulla bolina o sulla poppa. Se si perde non bisogna abbattersi… Luna Rossa ha fatto un grande lavoro. Ma la Coppa America è così: fino all’ultimo metro non devi mollare. Testa bassa e pedalare!».

Come dice sempre Max Sirena…

«In termini assoluti quello che ha fatto Max è incredibile! Ha avuto la capacità e il coraggio di mettere insieme due timonieri! Ha messo in piedi un team ad alta componente italiana! Bravissimi!”.

Come cambia il mondo della vela con questa Coppa America?

«É una Coppa America con un livello di atleti altissimo. Darà impulso a una giovane generazione di velisti e progettisti sui foil perché questo modo di andare a vela è iper divertente e iper tecnico. Sono convinto che, come per me è nato il desidero sin da giovane di fare di una passione un lavoro grazie, prima al Moro e poi alla prima Luna Rossa oggi ci saranno certamente giovani che domani faranno la differenza grazie alla passione che Luna Rossa sta generando».

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