“Il lungo inverno” dei partigiani nel libro di Maurizio Garuti

Si intitola Il lungo inverno. La Resistenza a San Pietro in Casale e nella Bassa bolognese (ed.Minerva) il libro in cui Maurizio Garuti, scrittore particolarmente attento all’ascolto del territorio nonché narratore e autore teatrale,  cogliendo l’invito della sezione Anpi di San Pietro in Casale e Galliera, racconta la Resistenza nella Bassa bolognese, dove ha operato la 2a brigata Garibaldi “Paolo”. Nel suo accurato lavoro, a metà strada fra un lavoro di ricerca storica e un’opera creativa, l’autore ha preso i libri di memorialistica partigiana nell’area di Bologna e provincia, alla ricerca delle testimonianze relative al territorio della Bassa.

Ha sfogliato tomi preziosi ma quasi intonsi, che giacciono sugli scaffali delle biblioteche, frequentati solo da pochi studiosi. E dentro quei tomi, racchiuse fra le pagine, ha ritrovato le voci di decine e decine di partigiani e partigiane. La meglio gioventù di quel tempo. Mancava una trattazione d’insieme su avvenimenti che erano stati di alta drammaticità e poco conosciuti, se non già dimenticati. Ne è uscito questo romanzo corale di storie vere, un altro modo di raccontare la Resistenza, dove nulla è inventato, se non il flusso della narrazione. Garuti ha tratto fuori quelle voci, ha ridato loro aria e vita, le ha messe in fila lungo i 18 mesi di lotta per la liberazione, ha costruito un romanzo di storie vere.

Spesso ho scritto i miei libri ricavando le storie dall’ascolto della gente – queste le parole dell’autore –.  È successo anche stavolta. In realtà sono soltanto tre o quattro i partigiani che ho potuto ascoltare direttamente dalla loro voce. Gli altri, nel territorio che mi interessava, non c’erano più. Il tempo se li era già portati via. Per fortuna, molti di loro avevano lasciato memorie scritte della loro attività partigiana nei mesi di fuoco fra il 1943 e il 1945. Memorie disperse in monografie, antologie, opuscoli, fogli sparsi. Le ho cercate nelle biblioteche. E così ho potuto risalire alla loro voce.  E ascoltarli. Quasi come se mi parlassero”.

“Non è facile, nel susseguirsi dei decenni e delle generazioni, tenere vivo il filo – osserva Anna Cocchi, Presidente Anpi Bologna che del libro ha curato la prefazione –. Il nostro compito non è conservare un cero acceso. Vogliamo che la memoria sia patrimonio della nostra coscienza e del nostro agire, oggi. Alla fine al lettore resta il senso profondo dell’epopea partigiana, quello scatto di coscienza collettiva che ha permesso di voltare pagina e di scolpire diritti e doveri per tutti nella Costituzione repubblicana. La Resistenza continua così a farci giungere la sua voce anche se i “resistenti” vanno scomparendo. E grazie a Garuti ci dona un libro di buona scrittura, che supera i confini dell’area geografica cui fa riferimento, e che si può leggere fruttuosamente e con piacere ovunque.”

“Per noi resta come stella polare il ruolo storico dei partigiani, che ha concorso in modo determinante a liberare il Paese dal nazifascismo e ha dato la spinta decisiva alla nascita della Costituzione, base fondamentale della convivenza civile della nazione italiana – afferma Paolo Minarelli, Presidente sezione Anpi San Pietro in Casale–Galliera –. Da tempo si lamentava la mancanza di un racconto, sulla base di testimonianze dirette, che esponesse in modo semplice e compiuto questa pagina, e possibilmente anche quelle precedenti, a partire dall’occupazione tedesca nel settembre 1943. Per supplire a questa lacuna arriva ora il libro di Maurizio Garuti. Con una narrazione semplice e di grande intensità emotiva, l’autore ci conduce passo dopo passo attraverso quei terribili mesi del ’44 e del ’45. L’autore non dimentica mai che c’era una parte giusta e una parte sbagliata; ma è attento a cogliere episodi di umanità anche nel campo avverso, sia pure in tempi così impietosi“.

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