Il libro di Zambelli, navigatore dell’oceano e della vita

«L’Italia ha bisogno di navigatori ma anche di chi si mette la saccoccia sulle spalle e porta avanti quello che eredita». Michele Zambelli, 31 anni, navigatore solitario più volte impegnato nella traversata atlantica, da quattro anni si dedica all’azienda di famiglia fondata dal nonno e gira l’Italia a realizzare pavimentazioni. I caselli d’autostrada hanno sostituito i promontori delle baie ma lo spirito è rimasto lo stesso, quello di un marinaio che indaga l’orizzonte, fisico e umano. «In edilizia, le squadre in trasferta vivono esperienze molto forti», racconta, «c’è molta poesia. Nelle pavimentazioni c’è un lavoro antico, quasi magico».


I sogni dei ragazzini
L’idea del libro è nata quasi per caso. Nel primo lockdown, quando non poteva lavorare. «Ho iniziato a mettere insieme le mie esperienze con le barche ed è arrivata una cascata. Tutto è partito da Galeata. Come ho fatto a partire da lì e a fare la Mini Transat? E così ho messo insieme i pilastri delle mie avventure, tutte costruite grazie ai maestri che ho avuto la fortuna di incontrare. Io quei pilastri li ho costruiti fra i 16 e i 20 anni e spero di accendere la stessa scintilla nei ragazzi che mi leggeranno. Quando presentavo le mie regate nelle scuole ho incontrato tanti giovanissimi che ancora oggi mi scrivono per dirmi cosa fanno, che hanno comprato una deriva… Devo essere sincero, i ricordi più belli di quando navigavo sono legati alle persone che ho incontrato».


La Bretagna e l’Atlantico
E nel libro infatti ci sono tanti racconti di mare e di incontri che Michele (che nel frattempo è diventato padre) ha vissuto. La libertà del mare ha iniziato ad affascinarlo quand’era ragazzino e lo ha portato sulla classe Mini a nemmeno 20 anni. E così, su una barca lunga appena 6 metri e mezzo, ha affrontato l’oceano andando in Bretagna e poi con due traversate dell’Atlantico nella famosa Mini Transat, la regata che in due tappe porta i velisti solitari dalla Francia ai Caraibi. Ottenendo anche ottimi piazzamenti: un decimo e un sesto posto (secondo nella tratta canarie-Caraibi). L’ultima grande regata è la Ostar del 2017, un’altra traversata dell’Atlantico a latitudini più alte. Michele è su una barca di 9 metri e mezzo. É in terza posizione, ma di notte, al largo di Terranova urta contro qualcosa (forse un cetaceo). Il bulbo cede e la barca inizia a riempirsi d’acqua. Lancia l’sos e viene soccorso da un elicottero canadese. Torna a casa sano e salvo. E la barca? Dopo 5 mesi e mezzo, da sola, rovesciata, arriva su una spiaggia irlandese. Ha attraversato l’Atlantico al contrario: duemila miglia. Quando lo chiamano dall’Irlanda fatica a crederci. Che storia! Non è da raccontare? Il libro “Naufrago… per caso” è della casa editrice Il Frangente e uscirà tra maggio e giugno.

Le regate

Michele Zambelli è uno dei più forti velisti in solitario italiani della classe Mini. Nel 2011, a 20 anni, ha vinto il suo primo titolo italiano e l’Arcipelago 650 ed è giunto secondo alla TransGascogne. Da quell’anno ottiene diversi successi nelle regate della classe Mini in Italia (Arcipelago 650, Sanremo Mini Solo, Campionato italiano, Gran Prix d’Italia….) ma si comporta bene anche in Atlantico ottenendo anche un terzo posto a Les Sable-Les Acores (2014), un secondo alla Lorient Bretagne Sud (2014). Nella Mini Transat, la regata che porta i navigatori solitari dalla Francia ai Caraibi è decimo nella categoria Proto nel 2013 e sesto nel 2015 (con un bel secondo posto nella seconda tratta dalle Canarie ai Caraibi). Nel 2017 è costretto ad abbandonare la sua barca mentre è terzo nella Ostar, traversata atlantica, quando è al largo di Terranova. Ha partecipato con successo anche a molte regate in equipaggio.

Commenti

Lascia un commento

Per favore inserisci il tuo commento!
Per favore inserisci il tuo nome qui