Il fiume Santerno già sotto pressione, boom di bagnanti

Il Santerno è già sotto pressione. Soprattutto da Fontanelice salendo verso l’alto Appennino, in estate il fiume da sempre è meta di quel turismo alternativo al mare. Frotte di giovani e famiglie risalgono la via Montanara, soprattutto nel week-end, per raggiungere le piccole spiagge di ciottoli ma anche quegli antri che s’incontrano soprattutto tra Moraduccio e Coniale fino ad arrivare ai più lontani lidi disegnati dagli affluenti del Santerno rappresentati dal torrente Diaterna, Veccione (Badia di Moscheta) e dal rio Rovigo. Un via vai di persone che in questi due ultimi anni pandemici ha raggiunto numeri da record. Una pressione che, al di là delle questioni sanitarie legate ai possibili assembramenti, vede anche comportamenti non sempre rispettosi del senso civico e ambientale.

Fontanelice

Lo sottolinea il primo cittadino di Fontanelice Gabriele Meluzzi: «In queste prime settimane d’estate registriamo un boom di visitatori nel parco fluviale e nelle area di Rio Filetto e Macerato. Sia nella zona vicina al chiosco, sia lungo tutto l’argine del fiume dal venerdì alla domenica. Un flusso importante di persone che crea però anche inevitabili disagi e situazioni potenzialmente soggette a sanzioni. Dal rispetto dell’ambiente non sempre attuato, con rifiuti abbandonati, accensioni di fuochi vietati, fino ad arrivare ai parcheggi e alla viabilità. Per questo, oltre a prendere visione delle norme e delle disposizioni in materia che come Amministrazione abbiamo approvato, invitiamo a un maggior senso civico. Noi i controlli li facciamo anche – aggiunge –, ma nella nostra valle abbiamo tre agenti in servizio che dovrebbero controllare da Casalfiumanese fin sopra Castel del Rio e non è certo facile monitorare 15 chilometri di alveo fluviale».

Castel del Rio

Stessa situazione si registra anche nella “capitale” della balneazione fluviale del territorio: Castel del Rio. Qui infatti esistono le aree più suggestive, a tratti anche quelle più selvagge che attirano una mole di amanti della tintarella d’acqua dolce da tutto il territorio, e non solo imolese. «In queste settimane – conferma il sindaco Alberto Baldazzi – stiamo vedendo una crescita esponenziale e progressiva week-end dopo week-end. Una situazione che ci impone di sottolineare ancora una volta come serva una collaborazione civica da parte delle persone per fare in modo che possa essere garantita la sicurezza e l’incolumità di tutti. Soprattutto per quanto concerne il parcheggio selvaggio». Altra questione è quella del rispetto delle normativa anti Covid. Ci si riferisce soprattutto a quei lidi con chioschi o comunque con punti di ritrovo che potrebbero incorrere in sanzioni se dovessero, ad esempio, permettere o diffondere musica a scopi diversi da quelli di sottofondo. Della serie: feste o dj set fino a tarda notte non sono possibili, nemmeno sulle rive del Santerno.

Geolab: «In estate il fiume soffre»

Il fiume Santerno è molto amato e frequentato ma secondo Geolab, associazione da anni in campo sugli studi ambientali, il corso del fiume, soprattutto nei mesi più caldi dell’anno, soffre. A causa della pressione antropica (turisti, agricoltura, scarichi) e per la scarsità di precipitazioni. «Abbiamo monitorato, e non certo solo noi, lo stato delle acque sia dal punto di vista chimico – fisico sia la balneabilità. Purtroppo – afferma Giacomo Buganè – non possiamo certo nascondere che, al di là delle norme nazionali che impedirebbe nei corsi d’acqua interni la possibilità di fare il bagno, sulla balneabilità la situazione non è delle migliori. Il problema è soprattutto la presenza di escherichia coli. Sulla salubrità delle acque questa registra una differenziazione molto varia passando da una situazione ottima sopra a Castel del Rio a una buona da Castel del Rio a Borgo Tossignano peggiorando sempre di più scendendo verso valle con uno stato delle acque sufficiente da Borgo fino a Imola e diventando scarso nella parte a valle del capoluogo». I motivi sono dati oltre ai prelievi non consentiti, all’impennata degli scarichi domestici e agricoli nel periodo estivo con minor portata di acqua e nella presenza di ben cinque piccole centrali idroelettriche che di fatto impediscono il continuo flusso delle acque». Dopo le esperienze formative degli anni passati torna nell’imolese un doppio appuntamento dedicato ai temi legati al mondo fluviale organizzati da Geolab. Il primo è quello di Imola, a palazzo Sersanti, che si tiene dal 6 all’8 settembre con il convegno internazionale sulla conservazione del suolo e protezione dell’ambiente a cui farà seguito, il 9 e 10 settembre, alla Casa del fiume di Borgo Tossignano, la Geolab summer school. La settimana successiva sarà invece realizzato uno stage di 30 ore con studenti delle scuole superiori imolesi.

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