Il fascino del delta del Po veneto

Un reticolo fantastico di ciclabili che, a destra e a sinistra, ti fanno immergere nell’acqua delle Valli da pesca. In silenzio quasi religioso, pedalata dopo pedalata, si vedono i migratori che si fermano lì per mangiare e riprendere fiato, dopo il loro viaggio dal Nord Europa verso l’Africa. Sbirciare cosa succede in quella che è una delle “aree di servizio” dell’autostrada degli uccelli che tocca l’Adriatico, è un esempio chiaro del concetto di sostenibilità. Siamo nel Parco del Delta del Po Veneto, nell’area ad Est di Adria che poi pian piano si sviluppa verso il mare.

Il bird watching

Passeggiando in bicicletta si riconoscono con una certa facilità gli aironi bianchi, ardeidi dalle grandi dimensioni, aggraziati ed eleganti. E, da qualche anno, nella laguna si riescono a riconoscere i fenicotteri rosa. Nelle acque poco profonde, le avocette (dal loro tipico piumaggio bianco e nero), scandagliano la superficie limosa dei fondali con il loro becco allungato alla ricerca di un pasto. Osservarli per lungo tempo in questo angolo di Po può voler dire apprezzare anche gli angoli di biodiversità che ci sono: le aree di bosco con pini e lecci che poi lasciano lo spazio agli ambienti sempre più umidi e d’acqua dolce, con le sue golene. Nel Po, poi, c’è tutto un mondo di acque salmastre, valli e lagune, che sono tra i preferiti dagli uccelli (tra cui i cormorani, le volpoche, i chiurli). Qui c’è una zona di terra giovane, realizzata proprio grazie ai sedimenti continui che lascia il fiume. Il Delta moderno ha anche avuto una forte evoluzione dettata dall’uomo, grazie al Taglio di Porto Viro, opera idraulica realizzata dalla Repubblica di Venezia tra il 1600 e il 1604.

Un crocevia

La foce del Po è sempre stata, nel corso della storia, zona di scambi e commerci. Lo dimostrano i reperti ritrovati nella zona e conservati nel Museo archeologico nazionale di Adria, con le sue collezioni che ricordano la vita di Veneti, Etruschi, Greci e Romani. Nella città è un po’ come se ci fosse la porta di ingresso al Parco, riserva di biosfera dell’Unesco. Non molto distante, la località archeologica di San Basilio, antica stazione di posta su via Popilia. La zona è coinvolta nel progetto Interreg Italia-Croazia Value che vuole fare del patrimonio naturale e culturale una leva per uno sviluppo territoriale sostenibile. Il progetto si integra con il percorso di candidatura intrapreso nel 2020 a marchio del patrimonio europeo, con il sito tematico “Terre d’acqua, terre nell’acqua, Delta del Po e Venezia”, coordinato dal Parco Regionale Veneto del Delta del Po, che coinvolge la Direzione Regionale Musei del Veneto MiC, a cui afferiscono i Musei archeologici nazionali di Adria (Rovigo), di Altino e di Venezia, oltre al Museo civico Delta antico di Comacchio (Ferrara) – forte del riconoscimento della Commissione ministeriale del MiC, attende lo svolgersi della procedura di selezione europea.

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