Il Duchamp di Franca Fabbri apre gli incontri di Libra

La memoria e l’opera di Giulio Turci (1917-1978) pulsano più che mai attuali nel cuore della Santarcangelo degli artisti. Grazie anche agli incontri di “Libra” promossi annualmente dall’associazione che porta il suo nome, guidata da Miresa Turci. La rassegna si contraddistingue da 29 anni come un vivace e seguito cenacolo di confronto, animato da illustri relatori.

Il via oggi dalle 16.30 alla Celletta Zampeschi con la conferenza della storica dell’arte Franca Fabbri; il titolo è tratto da una citazione di Marcel Duchamp ovvero «…con rumore segreto».

Seguiranno nelle domeniche successive gli incontri con l’attrice, regista e scrittrice Patrizia Zappa Mulas per “Franca Valeri” e con il giurista Enrico Del Prato sul tema “I silenzi della legge”.

Incontri straordinari che continuano ad arricchire la mente e lo spirito di Miresa Turci, poeta e scrittrice, ideatrice della rassegna, come fosse una viaggiatrice fra i pensieri, una specie di collezionista dell’eccellenza in ogni campo.

Turci, “Parole celate” è il titolo di questa edizione. Cosa significa?

«C’è da sempre un filo rosso con cui vogliamo legare in maniera interdisciplinare i vari argomenti proposti, come un invito a cercare i nessi, le connessioni tra i vari mondi della cultura, a partire dalla spinta alla curiosità intellettuale, ma anche come un piacevole invito alla scoperta, alla condivisione. Per questo amiamo invitare relatori che possono insegnarci cos’è “il mestiere dell’arte”, come un richiamo al significato della competenza, del valore di ciò che si costruisce con il tempo. Troppe parole a effetto, troppo veloci, si sprecano oggi senza approfondire utilmente gli argomenti. Ci sono invece parole preziose, celate, che sono da interpretare, che possono raccontare l’arte così come una vicenda umana da lati diversi».

Il dono a Fellini

«Anche uno sguardo silenzioso può valere una parola», aggiunge Miresa Turci e la frase ci rimanda al mondo quasi fiabesco, che si rinviene nei gesti e nelle immagini dipinte da Turci. Un universo pittorico quotidianamente metafisico, che ha offerto recentemente ancora il piacere di una scoperta in coincidenza con l’apertura del Museo Fellini di Rimini. In tale occasione, ricorda infatti la figlia, viene esposta, con esplicita citazione per la prima volta dell’autore del quadro che è oggetto della foto (uno dei tipici venditori di palloncini amati da Turci), l’immagine, spesso riprodotta sui giornali, raffigurante Tonino Guerra che consegna l’opera suddetta, dono di Turci, a Federico Fellini.

Nell’archivio della Casa Museo Giulio Turci di Santarcangelo è conservata un’affettuosa lettera di ringraziamento e di lode scritta dal regista col desiderio di incontrare l’autore a Santarcangelo.

Info: 0541 622160

Commenti

Lascia un commento

Per favore inserisci il tuo commento!
Per favore inserisci il tuo nome qui