Il Covid fa saltare la processione del patrono a Cesenatico

Festa del santo patrono ridimensionata per Covid. Non avrà luogo quest’anno la processione per le vie del centro storico. Domani San Giacomo apostolo, fratello dell’evangelista Giovanni, patrono di Cesenatico e dei pellegrini, sarà celebrato alle 21 nel cortile della chiesa sul porto canale. Il vescovo Douglas Regattieri presiederà l’Eucarestia. Per le normative anti Covid dopo la Messa non avrà luogo la processione dei fedeli lungo le sponde del porto canale. In questo Anno Santo Giacobeo, quando la festa di San Giacomo, il 25 luglio, cade di domenica sono stati dedicati i “Lunedì Culturali” della parrocchia, mentre giovedì in chiesa un partecipato concerto di musica classica.

I due santi

Nel 1440 la chiesa parrocchiale sul porto, matrice di Cesenatico, venne formalmente intitolata a San Giacomo e a San Cristoforo. Con fonti meno certe, il nome di San Cristoforo (venerato anch’egli il 25 luglio), raffigurato come un omone che porta in spalla Gesù Bambino per fargli attraversare un fiume in piena, è finito per essere cancellato. Sebbene la chiesa di Cesenatico fino ad alcune decine di anni fa era più conosciuta con il suo nome.

La festa storica

Dagli Annali Cesenati, richiamati dallo scrittore Leo Maltoni, risulta che fin dal 1325 lungo il porto canale esisteva un’importante fiera in onore di San Giacomo e della Beata Vergine Maria in Valverde e che nei tempi successivi ha avuto luogo il palo della cuccagna con le oche appese, la sfida di lotta, la corsa dei cavalli e anche una gara di barche, con servizio di ristorazione e pernottamento, nelle umili locande del porto. I secoli ne ricoprirono i riti pubblici e le tracce. Tanto che dall’Unità d’Italia in poi la vera festa estiva di Cesenatico, che mobilitava tutti in paese, era quella intitolata a Garibaldi, che da qui si imbarcò il 2 agosto 1849. In pochi a Cesenatico, presa come era dall’afflusso di turisti, erano a conoscenza di chi fosse il patrono cittadino (dipendenti pubblici a parte per il giorno di licenza dal lavoro).

La riscoperta con don Silvano

Finché nel 1989, don Silvano Ridolfi oggi 92enne, arciprete succeduto al compianto Primo Gazzoni, ripristinò a partire dall’anno dopo la solenne ricorrenza. A don Silvano, nato Ruffio di Cesena, il Comune di Cesenatico nel novembre 2006 attribuì la cittadinanza onoraria con una cerimonia in teatro, con l’allora sindaco Nivardo Panzavolta, il presidente del consiglio Leonardo Zavalloni e il vescovo Antonio Lanfranchi. Con la motivazione di aver dato lustro a Cesenatico e alla parrocchia con opere di socializzazione e integrazione (a lui si deve il primo nucleo della Caritas in città), restaurato la settecentesca chiesa, istituito la processione del 15 agosto dell’Assunta; ripreso l’antica tradizione della festa di San Giacomo.

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