Il condono ai no vax è un errore

Più che politico è un problema di civiltà. La decisione del governo Meloni di reintegrare medici e infermieri non vaccinati è uno schiaffo alla scienza.
Non solo, è un insulto alle migliaia di morti del Covid-19 e ai coraggiosi camici bianchi che hanno lavorato senza sosta durante l’emergenza. Una mossa che dà il cattivo esempio agli italiani, non risolve il problema della carenza di personale negli ospedali e lancia un segnale preciso: è cambiata l’aria e ogni occasione è buona per marcare la differenza con chi è venuto prima. Molte voci si sono levate contro il provvedimento: il professor Roberto Burioni, virologo del San Raffaele, ha sottolineato che «così cade la fiducia nei vaccini sicuri».

Il professor Pierluigi Viale, infettivologo del Sant’Orsola, ha ricordato che «siamo riusciti a contrastare la pandemia grazie a 12 miliardi di dosi che hanno ridotto la circolazione del virus». Potremmo continuare all’infinito. Un medico no vax è come un prete che non crede in Dio e rinnega il Vangelo, una bestemmia. Vi fareste confessare da uno così? E non possiamo dimenticare che il condono riguarda anche chi organizzò la manifestazione contro il green pass, con i partecipanti vestiti come i deportati dei campi di concentramento.

La rivolta delle Regioni contro il colpo di spugna è comprensibile. Ancora una volta all’Italia fa difetto la memoria: i camion dell’Esercito carichi di bare, i funerali delle vittime senza i familiari, il coprifuoco nelle città, gli studenti costretti a seguire le lezioni a distanza, sono già stati cancellati.
L’esibizione di muscoli del governo di centrodestra era stata messa in conto, ma con la salute non si scherza.

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