Il Comune di Rimini: “Isee beffa, più figli hai meno aiuti ricevi”

Bollette, affitto, scuola, trasporti, spesa. Il sistema degli aiuti basato sulla certificazione Isee è un “boomerang” che penalizza le famiglie numerose e quindi più bisognose di aiuto. Lo denuncia Kristian Gianfreda, assessore ai servizi sociali. «Parlando anche con il presidente dell’associazione famiglie numerose, Paolo Nanni – spiega Gianfreda – emerge come l’Isee rappresenti un parametro limitante per accedere a contributi e agevolazioni».

Qual è l’ostacolo? «In pratica i bandi diventano inaccessibili perché individuano una soglia troppo bassa di reddito, senza che questo venga rapportato al numero dei figli».

Un esempio? «La scuola. Si tratta di una spesa che incide parecchio, tanto più in una famiglia con più di tre figli, ma per accedere ai contributi previsti dallo Stato è richiesto un Isee bassissimo e tanti, troppi nuclei famigliari, rimangono fuori. In soldoni: così com’è, l’Isee è un’arma spuntata in Italia, molto meno efficace di piattaforme come il quoziente famigliare che adottano altri Paesi esteri».

La macchina degli aiuti

Ogni anno il Comune mette a disposizione contributi economici per le famiglie con quattro o più figli, con Isee non superiore a 25mila euro. «In media riceviamo annualmente tra le 130 e le 140 domande – aggiunge l’assessore -. C’è poi il fondo per le famiglie con tre figli istituito con la Legge Turco, che ha nel 2022 l’ultimo anno di validità: si tratta di risorse dell’Inps rivolte anche ai cittadini stranieri e le domande negli anni sono aumentate notevolmente, arrivando a 400. Ci sono poi altre misure, come l’assegno di maternità per madri non lavoratrici, indipendentemente dal numero dei figli, sulla base dell’Isee. Anche in questo caso le domande non sono tantissime, ne riceviamo meno di 200 all’anno, in graduale diminuzione. Poi ci sono i fondi e sussidi per pagamento bollette, affitti, contributi per il trasporto, anche in questo caso non dipendono dal numero dei componenti ma dall’Isee».

Un’altra urgenza riguarda le case popolari. «Qui non si tratta solo di Isee, ma anche della scarsa disponibilità sul mercato di appartamenti adatti ad ospitare famiglie di oltre cinque componenti. La principale necessità però resta quella legata alla spesa, che per una famiglia numerosa può raggiungere anche il 50 per cento dello stipendio. Esistono esperienze concrete di sostegno, come i banchi di solidarietà alimentare, a cui però poche famiglie riescono ad accedere».

Proposta finale? «La revisione del parametro dell’Isee per l’accesso ai contributi, aspetto questo su cui lo Stato, con gli enti locali e gli enti erogatori, deve aprire un ragionamento serio».

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