Il Comune di Rimini: “Festa privata? Vendevano biglietti e drink”

Ma quale festa privata finita male per eccesso di affluenza indesiderata. L’assessore Morolli legge le “giustificazioni” del ventisettenne riminese organizzatore del party in un campo di Santa Giustina interrotto dall’arrivo della polizia locale, ma proprio non ci sta. La “réclame” diffusa via social nei giorni precedenti aveva un tenere leggermente diverso.

“La Notte rosa proibita – recitava l’invito diffuso ieri dall’assessore -. La notte rosa è un evento cult di Rimini. C’è solo un piccolo problema quest’anno: divieto di ballare, musica spenta presto e tanta polizia. Comprensibile, infatti c’è chi è d’accordo con tutto ciò, e chi invece, non vuole accontentarsi di una tranquilla serata sul lungomare. Perché per una volta, non possiamo stravolgere le tradizioni, trasferendoci in campagna? Abbiamo scoperto una location magica, immersi nel verde della campagna, a soli 10 minuti dal centro. Non vediamo l’ora di goderci una nottata folle insieme a voi”.

“E la chiamano festicciola”

«Diciamo che l’invito – evidenzia l’assessore al sociale e alla scuola Mattia Morolli – stride “lievemente” con le dichiarazioni dell’organizzatore. Secondo l’uomo (ma magari non sarà stato lui a inviare il messaggio) si trattava di una festa per poche persone, per intimi, sfuggita di mano: “se avessi saputo il seguito, non lo avrei fatto, ma poi cosa ho fatto? anche durante la Notte Rosa ci sono eventi con gente ammassata in poco spazio, i ragazzi non aspettano altro”».

L’assessore ricorda che la festa proponeva «due dj, boschetto dell’amore, grigliata finale, punti cassa, braccialetto d’ingresso, 10 euro (con un drink)».

“Non ci siamo proprio”

«La cosa francamente sempre meno sopportabile non è solo l’incoscienza di chi pare avere vissuto su Marte nell’ultimo anno e mezzo per cui Covid evidentemente suona come il titolo di una band inglese – continua Morolli -. Si vuole far passare tutto questo come una leggerezza, come una candida serata sfuggita di mano per colpa del destino cinico e baro? La Riviera che mette in sicurezza i suoi eventi, il mondo degli imprenditori sani che ottemperano alle prescrizioni, le disco che non riaprono evidentemente appaiono alla stregua di “tre volte buoni” agli occhi di chi, comunque, da quella festa per pochi intimi, prima dell’arrivo della polizia locale, si era messo in tasca oltre 4mila euro, esentasse, senza avere provveduto a una spesa sulla sicurezza per sè e per i propri ospiti».

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