Il cervese Alessandro Pessoli in mostra a Bologna

Alessandro Pessoli – tra i più stimati artisti italiani a livello internazionale – ha da tempo lasciato la nativa Cervia (1963) per vivere e lavorare a Los Angeles. Il suo ritorno in Emilia-Romagna avverrà tra pochi giorni a Bologna, a Palazzo Vizzani, con la mostra City of god, a cura di Fulvio Chimento.

City of God accoglie gli elementi plastici e figurativi che caratterizzano il lavoro dell’artista: pittura, scultura, disegno, opere in terracotta. I differenti linguaggi sono accomunati da una poetica che agisce in modo (sottilmente) disgregante, tanto sulla materia delle opere, quanto sulla psiche dei soggetti rappresentati.

Una esposizione che attinge alla produzione recente di Pessoli, oltre a presentare opere realizzate appositamente per l’appuntamento bolognese. Al primo gruppo appartengono le opere in terracotta, tecnica che caratterizza il lavoro di Pessoli negli ultimi 15 anni, punto di raccordo ideale fra le sculture e i disegni in mostra. Alla produzione recente fanno riferimento anche i dipinti, in cui la complessità iconografica della pittura italiana, aggiornata alla luce delle correnti internazionali, viene risolta con una vivace immediatezza di soluzioni compositive. Nei disegni emerge l’attitudine dell’artista a procedere attraverso un originale rimescolamento di codici figurativi, con la conseguenza di attrarre e di magnetizzare il presente, arricchendo la superficie dei lavori di mezzi rappresentativi propri della comunicazione del nostro tempo.

Al centro, la scultura da cui la mostra prende il nome, già presentata a Los Angeles nel 2017: qui viene riassemblata caricandosi di nuovo senso. Il nome è un omaggio all’omonimo film di Fernando Meirelles: storia vera ispirata a Wilson Rodrigues, bambino cresciuto in una favela di Rio.

L’atmosfera è solo apparentemente trasognata, finalizzata a innescare una tensione che rivela il repentino rovescio della medaglia, il lato in ombra della rappresentazione. Pessoli sa mettere in relazione vari registri narrativi, ora ironici e surreali, ora tragici e avvolgenti, divenendo regista occulto che determina la presenza scenica dei suoi personaggi, insofferenti alle insidie del presente. Così dolcezza e dramma viaggiano sullo stesso binario, le passioni hanno tinte forti, e il destino è una piccola fiamma che resiste al vento.

7 maggio – 10 luglio, ingresso libero

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