Lugo, il caso dell’involtino: accordo con l’azienda

«Non abbiamo nulla da dire, per noi la vicenda è chiusa». La famiglia della donna, che si era ritrovata a masticare quello che in un primo momento pareva un dito umano, ora glissa sulla vicenda che a suo tempo, nel mese di novembre scorso, fece molto scalpore.
Come certificato in una perizia appositamente commissionata dalla procura, quella presunta falange umana che la 40enne del Lughese aveva masticato non era altro che una piccola e parziale parte di un suino.

L’indagine ha reso necessario anche il prelievo del dna della signora, inevitabilmente rimasto nel reperto insieme alle tracce del suo morso. A celarsi dietro a un secco «no comment» è la famiglia, perché la donna ieri non era raggiungibile in quanto al lavoro. «C’è stato un accordo tra le parti – rivelano i famigliari – non intendiamo rilasciare alcuna dichiarazione o intervista».

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