Il cammino di Santiago con un ginocchio elettronico: l’impresa del misanese Simone Cesaroni

 Simone Cesaroni, 44 anni, è tornato a fine maggio nella sua Misano Adriatico dopo aver compiuto un’impresa alla quale pensava da un po’ di tempo: affrontare il Cammino di Santiago di Compostela. La differenza – rispetto a tante altre persone che hanno percorso il Cammino – è che a Simone manca la gamba sinistra: “All’età di 8 anni mi hanno diagnosticato un osteosarcoma” – racconta Simone – “Dopo pochi mesi dalla diagnosi mi hanno dovuto amputare e sottoporre a chemioterapia. La mortalità di quel tipo di cancro, nel 1987, era piuttosto alta, ma alla fine ne sono uscito. La prima protesi l’ho fatta alcuni mesi dopo l’amputazione e posso dire di aver visto l’evoluzione del mondo protesico da allora, dato che ai tempi non esisteva nulla di tecnologico”.

Affascinato dai racconti degli amici e dalla voglia di mettersi alla prova, Simone comincia a programmare la sua avventura: “Alcuni miei amici avevano percorso il cammino e l’anno scorso uno di loro, che aveva fatto una parte del tratto francese, si è offerto di accompagnarmi. Avevo voglia di provare questa esperienza, sia per la parte atletica che per quella interiore”. E così, dopo aver pianificato tutti i dettagli durante l’inverno, il 14 maggio il sogno è diventato realtàLa scelta del percorso è ricaduta sul cammino portoghese e l’avventura ha avuto inizio dalla città di Oia.

Per affrontare al meglio il suo viaggio, Simone ha avuto bisogno di un particolare ausilio, il ginocchio elettronico Genium X3 – fornito da Ottobock – grazie al quale è arrivato a Santiago dopo una settimana, completando 7 tappe di circa 20 km l’una. “Devo dire di essere rimasto sorpreso dal livello raggiunto dalla tecnologia” – continua Simone – “Se c’è un aspetto che mi ha colpito più di tutti è questo: noi amputati quando camminiamo abbiamo sempre una parte della nostra mente che controlla cosa sta facendo la protesi, così da essere pronti a gestire eventuali situazioni che si possono presentare durante il cammino. Ecco, con questo ginocchio tutto questo non avviene. Pian piano il cervello si dimentica di gestire una protesi, perché il ginocchio riesce a darti una sicurezza incredibile, trovandosi sempre al posto giusto al momento giusto. La fluidità del passo elimina l’effetto molla di una protesi meccanica allo stacco del piede e riduce notevolmente il consumo energetico durante il cammino. Ci sono stati dei momenti durante il viaggio dove avevo la sensazione di avere di nuovo due gambe. È stato davvero emozionante!”.

Così Alessandro Paoletti, responsabile vendite protesiche Ottobock: “Simone, grazie alla tecnologia ed alla protesi adatta, è riuscito ad affrontare e superare una sfida che per molti può sembrare banale, quella del cammino di Santiago (147 km in 7 giorni). In questi 147 km, Simone si è reso conto che oggi è possibile recuperare la mobilità, la spensieratezza e la qualità della vita di cui godeva prima di perdere una gamba e finalmente tornare ad una vita normale ed indipendente. Queste tecnologie sono alla portata di tutti in molti paesi della comunità europea ma l’Italia è uno dei pochi paesi che ancora non lo permette e per questo motivo, per potersi permettere di ottenere quello che ha scoperto essere la normalità per molti, valuterà se  affidarsi ad una raccolta fondi o richiedere un prestito. La somma necessaria si aggira intorno agli 80.000 euro”.

Commenti

  1. Che emozione Simone 😍 penso molto spesso alla nostra bellissima esperienza, all’amicizia che è nata con tutto il gruppo nonostante io sia molto più “grande” di voi tutti. È stata un’avventura straordinaria che rifarei anche subito, ma non è detto che in futuro non ci riprovi. Comunque,tornando a te Simone ti sono grata per l’esempio e la forza che ci hai trasmesso, per questo ti voglio un gran bene e sarò sempre orgogliosa di avere fatto questa esperienza con te ed anche con tutto gli altri Amici.

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