Il “Biografilm” di Bologna dal 4 al 14 giugn

Anche il cinema dei festival torna in presenza. Lo fa il bolognese “Biografilm Festival”, dal 4 al 14 giugno, con 106 film in totale, tra produzioni europee, anteprime italiane e mondiali.

Quattro le proiezioni al giorno, al Pop Up Medica Palace di via Monte Grappa e una all’aperto nel suggestivo chiostro del complesso di Santa Cristina “della Fondazza” in piazzetta Giorgio Morandi. Per chi non riuscirà ad esserci, l’intero programma sarà comunque accessibile su MyMovies.it.

La pre-apertura del festival, giovedì 3 giugno, sarà affidata al documentario “Il coraggio del leone”, alla presenza dell’attrice Anna Foglietta e del regista Marco Spagnoli che ha documentato il dietro le quinte dell’ultima Mostra del Cinema di Venezia.

Con la prima giornata di apertura inizierà il viaggio vero e proprio all’interno di cinematografie documentaristiche internazionali e nazionali attraverso le due sezioni competitive (Biografilm Italia e Concorso Internazionale) ma anche attraverso gli sguardi sulla contemporaneità della sezione Contemporary Life. Tra le storie più incredibili, quella di un cuoco danese in pensione che assieme a un ex spacciatore riesce a infiltrarsi tra le maglie della dittatura della Corea del Nord, raccontata da “The Mole” (13 giugno), oppure quella di una tigre e del tuo addestratore in Iran, nel film “Maya”.

Tra le vite più stimolanti c’è quella di Grigor Božilov Simov, protagonista delle trasformazioni che hanno contrassegnato la Bulgaria negli ultimi settant’anni, nel film “Avanturista”, o ancora quella di Ghofrane, venticinquenne instancabile attivista tunisina la cui campagna elettorale seguiamo nel film “Ghofrane et les promesses du printemps”.

Ad aprire il Concorso Italia, “io resto” di Michele Aniello, un mese dentro la vita di un ospedale durante la pandemia. Una videocamera mostra il fardello emotivo e la gentilezza nei rapporti tra pazienti e personale sanitario. “Courage” di Aliaksei Paluyan, primo titolo del concorso internazionale, punterà invece i riflettori sulla rivolta pacifica in Bielorussia contro l’ingiustizia e la brutale oppressione dei movimenti democratici.

Tra gli eventi, gli omaggi per il cinquantesimo compleanno del Dams. Oltre a una “Notte Freak 2021”, concerto acustico per ricordare Freak Antoni, il film documentario “La macchia di inchiostro” di Ciro Valerio (opera sostenuta con il Fondo audiovisivo della regione Emilia-Romagna) “illumina” la figura dello scrittore Roberto Roversi attraverso la riscoperta, a quarant’anni dalla stesura di un suo testo mai messo in scena.

E ancora, la sezione “Art & Music”, ci porta a Cinecittà, dagli anni Trenta ai Sessanta il film “Cinecittà, de Mussolini à la dolce vita” di Emmanuelle Nobécourt, mentre “512 Hours” di Adina Istrate e Giannina La Salvia indaga l’esperimento sociale di umana connessione portato alcuni anni fa alla Serpentine Galleries di Londra dall’artista Marina Abramovic.

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