CATTOLICA. Quasi senza volerlo è diventato testimonial della riviera romagnola. Lorenzo Ercoles, cattolichino “doc” «dal 1400», come racconta il 35enne con l’albero genealogico alla mano, durante il lockdown ha iniziato a girare video in cui in riva alla spiaggia del bagno Marcello 76 di Cattolica racconta con spiccato umorismo i tesori e le bellezze della Romagna. Romagna a “tutto tondo”, quindi non solo mare e spiaggia, ma anche colline e bellezze artistiche.

Tra gli estimatori dei video postati sul profilo Facebook dell’autore, che hanno già raccolto centinaia di migliaia di visualizzazioni, anche il celebre comico Paolo Cevoli «che mi ha scritto un messaggio – racconta il cattolichino – dicendomi di aver apprezzato i miei video». «Chissà che un giorno – puntualizza Lorenzo, con fare speranzoso – non possa finire davvero a girare un video insieme a lui». E tra le tante condivisioni anche quelle del presidente della Provincia Riziero Santi e dell’assessore di Rimini Jamil Sadegholvaad.
Lorenzo, cosa l’ha spinta a iniziare a raccontare le bellezze dell’entroterra della Romagna, lei che di mestiere fa proprio il bagnino?
«Io sono un bagnino, sì, ma amante della cultura e dell’arte, e ci tengo che le persone apprezzino quello che la nostra terra ha da offrire. Le persone devono venire in Romagna, è inutile andare a cercare “la luna” chissà dove solo per dire che ci sei stato, perché “fa figo”, quando qui ci sono bellezze ed eccezionalità raggiungibili in mezz’ora di macchina dal mare».

Aveva un intento preciso quando ha iniziato a farlo?
«No, ho iniziato così per caso durante il lockdown, dicendo quello che mi veniva in mente, essendo semplicemente me stesso, solo enfatizzando il mio essere romagnolo. Poi, dopo aver finito i lavori di sistemazione in spiaggia, ho ripreso, visto che non c’è tantissimo da fare. In realtà, a darmi l’idea di iniziare a girare i video è stato anche un mio amico, che era stato incaricato dal Comune di fare degli spot promozionali per il territorio e mi aveva chiesto consiglio. Io gli ho proposto di fare spot “ruspanti” che ricordassero le origini contadine e dialettali, ma per il progetto che gli era stato commissionato non andava bene. Così ci ho pensato “da me” a dare corpo alla mia idea».
Dove trova l’ispirazione?
«Mi piace molto il modo di fare di Paolo Cevoli, che concatena un fiume di parole, passando da un tema all’altro, rendendo comunque facile seguire il filo del discorso. Mi ha fatto molto piacere ricevere i suoi complimenti, perché lui è uno che sa come si fanno queste cose, e se un giorno mi capitasse di fare un video con lui sarei la persona più felice del mondo. E poi trovo ispirazione anche dalla mia ragazza, che è laureata in arte e conosce bene le bellezze del territorio. Ma anche io in realtà sono un appassionato di arte, e anche di letteratura: ho anche scritto un libro, “La blasfema commedia”, tutta in endecasillabi concatenati».
Di che cosa preferisce parlare?
«Parlo della Valconca, di Montefiore, Onferno, Saludecio, ma anche di Gradara o di Ravenna, perché non ci sono confini. Tutto quello che puoi trovare in zona è “Romagna”, ed è un mondo da scoprire. Ma ci sono anche tante altre cose da dire, e parlerò anche dell’altra valle, la Valmarecchia».
E’ contento del seguito che stanno avendo i suoi video?
«Sì, anche se tutti mi dicono che dovrei pubblicarli anche su YouTube, ma io per adesso mi limito alla mia pagina Facebook, o al massimo li posto sul gruppo “Chiacchiere tra cattolichini”. Le visualizzazioni sono tante, ma è difficile avere il numero esatto, perché bisogna anche contare tutte quelle frutto delle condivisioni. Ad esempio, considerando che da un mio calcolo è emerso che il rapporto tra condivisioni e visualizzazioni è di 1 a 50, a 6mila condivisioni dovrebbero corrispondere 300mila visualizzazioni. Ma siccome molti video sono stati ripresi da diverse pagine, tra cui anche “Matti di Rimini”, le visualizzazioni potrebbero arrivare anche a 400mila».

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