I tanti rebus da sciogliere alle urne per la politica ravennate

RAVENNA – Una delle novità principali della prossima tornata elettorale è rappresentata dall’alleanza, a livello locale, del Movimento 5 Stelle con il Partito Democratico. Quanto vale a Ravenna l’asse tra i grillini e quello che in città resta “il partitone”? Difficile rispondere e precedenti in effetti non ce ne sono: nel 2011 i cinque stelle avevano esordito con il 9,31% (allora un successo), nel 2016 il simbolo non c’era e Cambierà – la lista che prese di fatto il suo posto – ottenne un po’ più del 12. Altri tempi, però. La bussola andrà allora orientata verso giorni più vicini: alle Regionali del 2020, pre pandemia (si votava a gennaio) il Movimento aveva ottenuto il 5,81% dei consensi nel territorio del comune di Ravenna.

I grillini a Roma governavano già col Pd ma alle Regionali si presentavano da soli. Se dovesse confermare quella percentuale, il partito di Conte se la giocherà con il Pri e, forse, Coraggiosa per il ruolo di secondo partito della coalizione. Sempre restando a gennaio 2020, Coraggiosa aveva ottenuto il 3,21%. I Repubblicani non erano invece della partita ma l’Edera è da sempre la variabile della politica ravennate. Un partito sostanzialmente ininfluente sulla scena nazionale ma che a Ravenna continua ad avere uno zoccolo duro sostanzioso.

Il Pri ravennate si conquista i voti uno a uno, sul territorio, forte di circoli, sezioni e uomini chiave in sindacati e associazioni. Nel 2016 prese 3.154 decisivi voti (4,43%) grazie ai quali ottenne le conferma del ruolo di vicesindaco, già rivendicato anche per il futuro. Ma un Pri terzo, o addirittura quarto, partito della coalizione avrebbe la stessa forza? Va detto che questa tornata elettorale è la prima in cui i Repubblicani appaiono un po’ sfilacciati: il derby interno tra candidati per raccogliere le preferenze, e quindi rivendicare un posto in giunta, potrebbe essere deleterio come portare più acqua alla pianta dell’Edera. Le altre liste civiche si giocano un posto in consiglio comunale ed eventualmente, possono rivendicare un posto in giunta.

Tutto il discorso fatto finora vale, ovviamente, nel caso in cui la coalizione di De Pascale vinca le elezioni. Al primo turno, se l’apporto dei Cinque Stelle basterà a colmare il gap che nel 2016 lo portarono al ballottaggio, o al secondo turno. Gli oppositori sono numericamente troppi (dieci) per sperare di vincere già alla prima tornata. L’obiettivo è tenere il sindaco sotto il 50% e giocarsela due settimane dopo. L’indiziato numero uno per arrivare a questo step è Filippo Donati. Il candidato è sostenuto dai due partiti principali del centrodestra. Anche qui, però, le domande a cui dovranno rispondere le elezioni non sono poche: quanto vale, ad esempio, Fratelli d’Italia a Ravenna? A livello nazionale è il primo partito ma da queste parti la destra difficilmente, anche nei momenti migliori, ha sfondato. Guardiamo allora, ancora, alle Regionali 2020: Lega al 29,86%, FdI al 9,03%. L’impressione è che in questa fase i due partiti siano vasi comunicanti: i voti che perde uno, li prende l’altro. Difficile comunque pensare che, con altri dieci candidati (di cui molti alternativi alla sinistra) il blocco Lega+FdI confermi il 38% ma, di certo, la base da cui parte Donati è importante.

Forza Italia, con Alberto Ancarani, è a caccia di un seggio per il quale servirà come minimo il 3%, anche se si è più sicuri dal 4,5 in su. Di riflesso, sarà interessante vedere come finirà la partita delle liste civiche: la Pigna, dopo l’exploit del 2016, confermerà il suo 5,34%? La vittoria del polo civico guidato da Veronica Verlicchi, al di là delle velleità sul ballottaggio che sarebbe un’impresa storica simile al Leicester vincitore della Premier, sarebbe migliorare i numeri di allora e superare Lista per Ravenna. Ancisi si presenta da solo nella speranza di portare, oltre a lui, almeno un altro consigliere a Palazzo Merlato. Non sarà semplice ed è obiettivamente difficile una previsione sul numero di eletti visti i tantissimi soggetti politici. Per il resto, sarà interessante capire quanto vale a Ravenna la galassia degli scettici sui vaccini. Il Movimento 3V c’era anche nel 2020 e raccolse, alle regionali, 497 voti. Con il coronavirus la visibilità è aumentata e probabilmente cresceranno anche le preferenze. Per entrare in consiglio comunale, però, i voti si dovrebbero moltiplicare. Non sarà un’impresa facile.

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