I sindacati: “L’Unione Rubicone e Mare è una fusione a freddo non riuscita”

I sindacati in una nota puntano il dito sullo stato di salute dell’Unione Rubicone e Mare. “Cgil, Cisl e Uil e le categorie del Pubblico Impiego Fp Cgil, Cisl, Fp e Uil Fpl – si legge in una nota – esprimono forte preoccupazione sull’attuale dibattito all’interno di diverse Amministrazioni facenti parte dell’Unione Rubicone e Mare e sulle inevitabili ripercussioni sui Servizi garantiti ai cittadini del Distretto del Rubicone. Si ha la netta sensazione che la guida politico-amministrativa dell’Unione Rubicone e Mare non sia in grado di garantire un indirizzo unitario della linea politica-amministrativa e della qualità dei servizi servizi ad essa attribuiti.

L’assenza di una visione organica e indirizzata all’interesse collettivo è del tutto evidente nelle azioni poste in essere dalle singole Amministrazioni costituenti l’Unione e negli indirizzi che in questi giorni, con proclami stampa, vengono portate all’ordine del giorno di diverse amministrazioni. La frammentazione e la divisione interna dell’Unione è del tutto evidente nella gestione parcellizzata e a “macchia di leopardo” con cui viene data una visione di prospettiva dei Servizi. Diverse funzioni sono conferite all’Unione a geometria variabile e disomogenea: i servizi sociali sono stati attribuiti all’Unione Rubicone e Mare da tutti i Comuni ma gestita ancora con un’ottica di singolo Comune e di Campanile; la pianificazione urbanistica e’ stata conferita dalle sole Amministrazioni di Savignano, San Mauro Pascoli e Gatteo; la Polizia Locale è gestita singolarmente da Cesenatico, San Mauro Pascoli, Gambettola e Longiano e in forma associata dalle restanti Amministrazioni in un’Unione a 5 che proprio in questi giorni sembra in via di sfaldamento. La mancanza di una visione politica e di insieme è dimostrata dal fatto che Amministrazioni che esprimono ruoli di Governance di rilievo quali Presidente dell’Unione Rubicone e Mare e Assessore Polizia Locale rispettivamente o non conferiscono la funzione all’Unione o ne propongono nel proprio Consiglio Comunale la fuoriuscita. A tutto questo si aggiungono forti difficoltà nella gestione ordinaria di funzioni importanti come quella del Settore Personale dove ancora permangono molte, se non troppe, criticità, divenute ormai croniche, nell’assicurare con tempi certi i normali istituti contrattuali dei dipendenti (buoni pasto, gestioni cartellini..ec, ec), problematiche che incidono negativamente sui lavoratori e del loro benessere organizzativo a tutto scapito della qualità dei servizi. Nonostante i svariati tentativi di CGIL-CISL-UIL nei rispettivi ruoli di sollecitare e fare proposte per la ricerca di soluzioni alle problematiche quotidiane all’interno di una “fusione a freddo mal riuscita” si è dovuto constatare la mancanza di disponibilità e di interesse da parte degli Organi di Governance succedutisi in questi anni che sembrano ritenere il rapporto con le forze sociali superfluo e poco utile a contribuire a migliorare la situazione generale ormai al collasso.

CGIL-CISL-UIL non hanno nessuna intenzione di rassegnarsi a questa deriva e credono quindi sia fondamentale che la politica locale faccia un bilancio dello stato di salute dell’Unione e soprattutto torni ad esprimere una strategia di lungo periodo per rafforzare la Governance pubblica unitaria del territorio del Rubicone, la cui mancanza rischia di portare ad una pericolosa regressione politica-amministrativa e della qualità dei servizi pubblici erogati alla cittadinanza, ai lavoratori e tutto il tessuto sociale ed economico. CGIL-CISL-UIL sono determinate nel rilanciare un percorso più coraggioso e ambizioso per uno scenario istituzionale pubblico piu’ forte nel quale l’Unione non può essere l’ennesimo Ente che, sommandosi agli altri aggrava la burocrazia e i costi che ne derivano ma un primo passo funzionale a una gestione strategica e organica di servizi erogati ai cittadini, fatto questo oggi del tutto assente. Pertanto già dalle prossime settimane si intensificheranno le iniziative a sostegno di cittadini e lavoratori oggi lasciati senza una reale guida strategica in una Unione sulla Carta e niente di più”.

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