Rimini, i residenti: “La nuova ciclabile spacca il parco della Cava”

Continua lo scontento da parte di un gruppo di cittadini residenti nella zona del Parco della Cava. Il Comune sta portando avanti il progetto della “doppia ciclabile” nel Parco della Cava per cui verrà costruita una grande rotatoria tra la Statale Adriatica e la Consolare per San Marino con una ciclabile per collegare la zona monte e la zona mare.

Un passo indietro

Nella seduta consiliare dello scorso 9 agosto, il Comune ha risposto alla protesta del gruppo e a un’interrogazione in consiglio comunale da parte del consigliere Filippo Zilli (FdI). Dalla seduta si apprende che «il Comune dovrà monitorare e presidiare l’esecuzione dei lavori e fare sì che le opere abbiano il miglior impatto paesaggistico e ambientale possibile nell’interesse della città e dei cittadini che l’istituzione rappresenta in un appalto gestito da Autostrade per l’Italia» attaccano i 14 firmatari del documento.

Quanti dubbi

Nella risposta all’interrogazione si legge che «la ciclabile deve necessariamente connettersi dove esce la rampa del sottopasso e da lì a sua volta connettersi direttamente alla ciclabile già esistente». Il problema è proprio questo collegamento: «Invece di trovare da subito la via più breve per collegarsi alla pista esistente – spiegano i residenti – il progetto prevede in maniera incomprensibile di passare attraverso il parco per collegarsi a un punto lontano quasi 200 metri dall’uscita dell’attraversamento». Un progetto che però «taglia in due il parco rendendo impossibile utilizzarlo per alcune attività all’aperto. Non è infrequente osservare gruppi di atleti allenarsi in squadra sfruttando tutta l’ampiezza del prato».

I residenti pungolano: «L’amministrazione, desiderosa di “presidiare l’esecuzione dei lavori”, non dovrebbe obbligare Autostrade per l’Italia a trovare la soluzione meno invasiva per il territorio? Perché invece di collegarsi alla ciclabile già esistente con il minore danno possibile permette di distruggere un’ampia porzione del parco?». E ancora «la nuova ciclabile invaderebbe il parco, danneggiando le attività all’aperto dei cittadini e il parco, ma sarebbe anche uno spreco inutile di cemento. Moltiplicando la lunghezza della pista da costruire che è, per difetto, sarà lunga almeno 140 metri e la larghezza prevista di 4 metri (la stessa della pista esistente), si ottiene un totale di 560 metri quadrati di ciclabile da costruire, più o meno l’area occupata da due campi da calcetto».

Petizione in vista

Così i residenti insistono: «Qual è il miglior impatto paesaggistico e ambientale possibile? 560 metri quadrati di verde oppure 560 metri quadrati di cemento? Come noi la pensano tanti altri cittadini e stiamo raccogliendo le firme per una petizione». I 14 concludono: «Abbiamo già un elenco nutrito di persone che condividono le nostre idee. Chiediamo solo una cosa, semplice logica ed economica: evitare di tagliare in due il parco collegandosi ad un punto lontano della ciclabile per congiungersi invece al punto più vicino dall’uscita del sottopasso che verrà creato».

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