I progetti degli studenti per il centro storico di Forlì

Il centro storico che i giovani desiderano? Deve essere verde, tanto verde, sostenibile, capace di integrare tra loro più funzioni e vocazioni e deve mettere al centro della sua pianificazione la salute, il benessere e quella “new economy” che si genera da una sensibilità ambientale che nei ragazzi è ormai connaturata. Sono idee chiare e persino rivoluzionarie quelle che gli studenti delle Facoltà di Architettura e Design delle Università di Bologna e Firenze, chiamati a raccolta dal Rotary Club di Forlì, hanno trasformato in appena 5 giorni di lavoro nei progetti urbanistici presentati ieri mattina a Palazzo Albicini al cospetto del sindaco Gian Luca Zattini e di tre assessori della sua giunta: Se il titolo dell’iniziativa era “Facciamo Centro”, si può dire che l’obiettivo sia stato… centrato. Quelle proposte dagli studenti sono «contaminazioni nuove e provocatorie» come le definisce il presidente del Rotary Club, Massimo Amadio, piccoli sogni ad occhi aperti, ma anche stimoli fecondi da cui trarre ispirazione effettiva.

Quattro i focus sviluppati: piazza Saffi, Palazzo delle Poste, ex sede della Polizia Municipale e Galleria Vittoria. Partendo dal primo, il titolo dice già tutto: “Piazza Aperta”. Elementi distintivi sono la pedonalizzazione, l’eliminazione della pensilina davanti a San Mercuriale e delle barriere architettoniche e l’idea «di farne un luogo attrattivo, non di passaggio, ma di socialità e di valorizzazione delle attività commerciali». Come? Creando dai ogni arcata dei portici dei luoghi di passaggio verso il centro, ognuno dotato di aiuole, alberature e panchine, per disegnare percorsi definiti e spazi di coesione. E l’ellisse centrale sarebbe una vetrina dove, con un concorso, ogni anno i negozi dei 4 corsi che vi confluiscono, mettono in mostra la propria attività. Il Palazzo delle Poste, invece, diventa quello che a Trento è il “Muse”, ma incentrato sulla filiera agroalimentare dal seme alla tavola. Il verde domina, davanti all’edificio, a cascata sulla sua facciata, dentro dove si creerebbero orti, serre condivise, spazi per ristorazione con prodotti a chilometro zero, laboratori sul benessere alimentare, sulla biodiversità, sulla ricerca in ambito agroalimentare. Il tutto liberamente fruibile e «capace di generare economia e indotto turistico».

L’ex sede della Polizia Municipale verrebbe aperta a tutti gli effetti in un connubio con il Palazzo del Merenda che sorge di fronte. L’ampia corte interna diventerebbe un parco dentro la città fiancheggiato da attività di ristorazione e sale studio, mentre e al primo piano laboratori a disposizione di associazioni culturali ed enti di formazione a servizio delle imprese. Galleria Vittoria, infine, diventa una immensa palestra all’aria aperta.

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