LUGO. Quando la competizione diventa impossibile perché i mezzi a disposizione non sono equiparabili, succede sempre che il pesce piccolo sparisca per colpa del predatore più grande. Ciò accade anche nel commercio e nei servizi, dal piccolo negozio alla bottega artigianale. La galassia dell’online – che può e deve esser vista come opportunità – sta indebolendo molte attività, soprattutto nei comuni più piccoli.
«Una mostra, una presentazione di un libro o di una raccolta di canzoni dentro ai negozi? Questo su internet non lo puoi fare». Lo dice Evelina Tabanelli, titolare de La rondine, corniceria e bottega d’arte, pensando che quello possa esser un valore aggiunto da apprezzare sul posto.
I negozi hanno bisogno di continua visibilità e ottimizzazione degli spazi; gli affitti e le spese sono ingenti e sono quel costo che non hanno le piattaforme virtuali. Sfruttare e condividere gli spazi può esser la soluzione? Nelle grandi metropoli è all’ordine del giorno ma questo non vuol dire che il modello non sia replicabile.
«Nella mia boutique ospito diverse collezioni di artisti locali che seleziono personalmente – spiega Aga, la titolare di Parrot’s in via Matteotti –. Ho trasformato un semplice negozio in concept store, dove vendo abbigliamento a chi visiona le opere, ma anche il contrario: chi compra può guardarsi una piccola mostra».
Molti piccoli artisti e autori avrebbero bisogno di locali attrezzati per farsi vedere e molti negozi avrebbero bisogno di curiose novità per attrarre più pubblico; un mix tra bisogni ed opportunità che aspetta solo di trovare un’intesa. In realtà in molte librerie vengono programmate le presentazioni dei lavori di molti scrittori; è proprio in quelle più piccole e specializzate che spesso si incontrano personaggi eclettici che “snobbano” le grandi catene, per loro troppo standardizzate.
Per gli artisti più manuali e visivi il discorso invece cambia: servono ambienti e tempi diversi, difficili da trovare.
Ciò accade già in qualche show room, nei grandi spazi di chi generalmente vende arredamenti o complementi. «All’interno del mio spazio tra l’arredamento esposto si possono ammirare più di cento opere, tra quadri e sculture – spiega Alfio Minoccari, titolare della Tartaruga arredamenti d’interni e della galleria Spazio98 –; io ho scelto di coniugare il mio salone con l’apertura di una galleria d’arte per poter concentrarmi su mostre mirate durante l’anno, ma chi entra da me per scegliere un mobile intanto ammira una bella e vasta collezione».
La sua prestigiosa esposizione, frutto di anni di passione e collezionismo, è sicuramente un fiore all’occhiello lughese.
«Penso che l’arte sia un pregio per chi può esporla e noi che abbiamo gli spazi adeguati dovremmo farlo – commenta Elena, nel suo studio di progettazione d’interni di via Baracca –; se dalle amministrazioni arrivasse anche qualche aiuto, anche solo logistico, sarebbe un surplus per la città».

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