I miei dieci libri preferiti: Roberto Masini

Riaprono le librerie, anche se non tutte e non a Rimini. Ma in ogni caso ci sono anche le rivendite che pur senza alzare la saracinesca offrono il servizio a domicilio. E al di là delle scadenze dei divieti imposti dal governo, è immaginabile che avremo sempre più tempo per stare isolati con noi stessi. Magari in spiaggia o al parco, invece che tra le mura domestiche. E naturalmente il libro è sempre la migliore compagnia. Per questo ho voluto coinvolgere i miei colleghi della Cultura (e non solo) in un gioco apparentemente facile, ma in realtà perverso, arduo e oltremodo difficile: scegliere i dieci migliori libri che hanno letto, e descriverli con una brevissima motivazione.

Arduo e difficile, dicevo; non basta stare un’ora davanti alla libreria di casa a rileggere i titoli, occorre un notevole sforzo di memoria per cercare di ricordare i volumi letti in gioventù e lasciati magari nella casa dei genitori, oppure quelli presi in prestito da amici o biblioteche. La perversione consiste invece nel fatto che una volta ultimati gli sforzi mnemonici e visivi ci si accorge che la lista dei libri indimenticabili è ben più lunga di dieci. E si è costretti a escluderne parecchi, quasi con le lacrime agli occhi. E ci si trova a chiedere scusa a quegli autori i cui titoli esclusi ti guardano con occhi torvi dai ripiani della libreria. Per non rendere il gioco “impossibile” la lista non dovrà essere anche una classifica: solo un elenco.
In quanto direttore mi concedo il privilegio di arrogarmi due vantaggi: essere il primo a stilare la lista e poter derogare dalle ferree regole imposte ai miei colleghi. Un’ultima annotazione: i libri non solo ci trasmettono emozioni, ma anche loro (o meglio, la percezione che noi abbiamo di loro) subiscono le nostre emozione: una lettura “cambia” a seconda dei nostri periodi storici o emozionali.
C’è un numero uno
Nonostante non sia una classifica, io posso derogare e la mia lista ha un primo assoluto: Le anime morte, di Gogol’. Un capolavoro di ironia e denuncia sociale che mi ha irriducibilmente affascinato: amo Gogol. Per vicinanza storica e geografica, proseguo con I fratelli Karamazov, di Dostoevskij: un romanzo avvincente che rappresenta in pieno la “forza” della narrativa dello scrittore russo, un altro dei miei amori. Poi Bar Sport, di Benni: un mito per la mia (e non solo) generazione. Si leggeva ad alta voce in pullman durante le gite scolastiche, i suoi personaggi vengono ancora continuamente citati in tantissime occasioni tra amici. E veniamo a Come un romanzo, di Pennac. Varrebbe la pena inserirlo nella lista anche solo per i “diritti dei lettori” che indica.
Ammetto di averlo scoperto tardi, ma forse è stato meglio così perché magari in altri periodi non l’avrei apprezzato in pieno: La valle dell’Eden, il capolavoro di Steinbeck. Settecento pagine che si leggono tutte d’un fiato, una trama appassionante, riflessioni sull’animo umano, denuncia sociale: c’è tutto e di più. Altrettanto appassionante e impossibile da escludere dalla lista, I pilastri della terra, di Follet. Proseguo con Il leopardo, di Nesbø. E qui faccio una delle eccezioni che posso permettermi. Non so se è proprio quello che mi è piaciuto di più, ma è stato il primo che ho letto della serie che ha per protagonista il detective Harry Hole e appena terminato sono corso in libreria a ordinare i precedenti e i successivi (una decina). Cuore di cane, di Bulgakov: ironico, ma pungente contro un certo tipo di società. E l’idea alla base è geniale. Così come assolutamente geniale è il meccanismo di narrazione ne La freccia del tempo, di Amis. Concludo con Tre uomini in barca, di Jerome. Qui entra in campo il fattore emotivo, me ne leggeva dei brani mio padre quando ero piccolo.
L’undicesimo
Nella lista dei miei dieci c’è un undicesimo, ma come detto io posso derogare alle regole che ho dato agli altri. Non posso lasciare fuori Le galline pensierose, di Malerba: 146 storielle brevi, assurde e nonsense che hanno le galline come protagoniste. Si legge in pochissimo tempo ma sempre con il sorriso sulle labbra. E una volta finito lo si ricomincia…

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