“Il fine lieto” è il titolo del nuovo ep dei Marsch, appena uscito insieme al video della canzone “Con ali e aria”. Questo è il brano inedito che va ad accompagnare altri due pezzi (“Morte inattesa” e “Gli eredi di Heidegger”) che tornano in una veste nuova, remixati e rimasterizzati (da Stop Studio, Farmhouse e Kumastudio).

«A inizio marzo il nuovo disco completo era pronto, ma siamo stati frenati dal lockdown – racconta Fabrizio Angelini, uno dei componenti della band riminese, insieme a Matteo Zamagni, Gabriele Lasi e Thomas Genovese –. Ora è in fase di lavorazione e non manca tanto, perché durante questo autunno vogliamo farlo uscire».

I Marsch si sono sempre inseriti nel panorama del rock alternativo italiano (seguendo l’ispirazione lanciata da band quali Marlene Kuntz e Afterhours, ad esempio).

Che percorso musicale state attraversando in questo momento?

«Con l’anteprima dell’ep mostriamo già la direzione che andremo a prendere con il nuovo album a livello musicale: ci siamo concentrati su nuovi arrangiamenti e su una forma di canzone diversa. Sono entrati in campo sintetizzatori, tastiere, fraseggi e voci che dialogano in maniera più complessa. Con il passare del tempo stiamo maturando sempre di più la nostra identità e la band si sta strutturando in maniera più completa».

Quali tematiche emergono dai vostri testi?

«Sarà un disco fatto di chiaroscuri in cui viene fuori continuamente il contrasto tra in e out, bene e male, luce e buio, appunto. Nel video del singolo “Con ali e aria” (diretto da Marco Angelini) questo aspetto è sottolineato dalle immagini che si susseguono in bianco e nero».

Oltre all’album ci sono altri progetti in cantiere?

«Durante questa pausa dai concerti ne abbiamo approfittato per pubblicare un po’ di materiale inedito che era rimasto nel cassetto, come un ep in cui abbiamo reinterpretato i brani in chiave acustica, dal titolo “Più di quanto non avrei voluto mai” ed è uscito anche su tutte le piattaforme quello che era stato il nostro primo ep: stiamo digitalizzando tutto quello che ancora non eravamo riusciti a fare uscire. Abbiamo poi preso parte al progetto musicale “E la chiamano Rimini” con il doppio cd e le serate di concerti e anche a Rockin’ Rimini, che ha visto tra i protagonisti Claudio Golinelli, storico bassista di Vasco Rossi. Speriamo di poter tornare presto sul palco per presentare le nostre nuove canzoni».

Info: www.marsch.it

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