Rimini, allarme degli ornitologi: “I fratini protetti massacrati dai cani”

«I piccoli di fratino vengono massacrati dai cani. Adesso basta». Il grido di allarme è di Roberta Corsi ornitologa dell’Asoer (Associazione Ornitologi dell’Emilia-Romagna) che da anni ormai segue la vita dei piccoli uccelli in via di estinzione sulla costa riminese.

«Nelle ultime settimane – spiega – su 18 uova soltanto due hanno resistito. I due piccoli nati hanno 4 e 18 giorni: ma servono almeno 30 giorni perché i pulli imparino a volare, diventando così imprendibili». A eliminarli sono i cani «lasciati senza guinzaglio dai loro padroni e liberi di scorrazzare in spiaggia nonostante una ordinanza chiarissima che quasi nessuno rispetta. Solo che 15 anni fa in spiaggia c’erano tre cani al giorno, adesso arrivano tre cani ogni mezz’ora. Nei vari giri di sorveglianza abbiamo constatato che vengono lasciano correre liberi sull’arenile anche di notte».

Corsi sottolinea che «il fratino ha sempre nidificato qui, tra la zona del Marano e la colonia Bolognese, ai confini tra Rimini e Riccione, e non ha mai smesso di farlo; ma si vedevano solo due o tre coppie. Lo scorso anno, durante il lockdown, le coppie sono aumentate notevolmente e hanno “esteso” la loro presenza da Marebello fino alla zona Alba di Riccione».

A cercare di difendere la vita del piccolo uccello «siamo pochissimi. Tre ornitologi Asoer più i volontari di Legambiente, Enpa, FareAmbiente, Wwf, Kronos, Fondazione Cetacea. Ma loro si vedono ogni tanto e non sempre negli orari necessari. Le nostre forze in campo sono limitate». A ciò si aggiunga che «la polizia locale in spiaggia non si vede mai, malgrado le numerose telefonate che facciamo ogni settimana».

L’ornitologa lancia un appello perché «la gente non porti i cani in spiaggia senza guinzaglio» e affinché «i Comuni si adoperino per la vigilanza dell’arenile nelle ore più a rischio dalle 5.30 alle 9 e dalle 18.30 alle 21. Perché di fondo c’è una enorme mancanza di buon senso, educazione e rispetto delle regole».

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