I film e i libri per ricordare la Shoah

Onorare le vittime della Shoah il 27 gennaio, giorno della liberazione del campo di concentramento di Auschwitz nel 1945: uno spunto alla riflessione può arrivare da libri e film, tra grandi classici, divenuti simboli, e qualche novità. Così che il giorno della memoria possa diventare memoria di ogni giorno. Paul Celan sosteneva che scrivere poesie dopo Auschwitz è possibile, necessario per mantenere vivo il ricordo di uno strappo così doloroso.

Film

Per tutti, bambini e per adulti, ci sono le immagini in bianco e nero de “Il grande dittatore” di Charlie Chaplin (un film premonitore realizzato nel 1940, prima che il genocidio venisse effettivamente compiuto), con l’indimenticabile regista-attore nei panni di un prevaricatore con i baffetti neri che gioca con un mappamondo come fosse un palloncino. Del 1959 è “Kapò” di Gillo Pontecorvo che racconta la sopravvivenza disperata della ragazzina Nicole nel campo di sterminio in cui viene condotta. “L’ultimo metrò” di François Truffaut (1980) ambientato a Parigi durante l’occupazione tedesca: una celebre attrice manda avanti il teatro Montmartre al posto del marito ebreo, costretto a nascondersi. In “Arrivederci ragazzi” di Louis Malle del 1987, sono dei ragazzini ebrei a nascondersi in un collegio cattolico a Fontainebleau, in Francia, protetti dal direttore e dagli altri ragazzi del convitto. Del 1993 sono “Jona che visse nella balena” di Roberto Faenza, qui il protagonista è un bambino che per sopravvivere al dramma immane si costruisce un mondo sui, e “Schindler’s list” di Steven Spielberg, un film corale che racconta la vicenda di milleduecento ebrei che si sono salvati grazie all’industriale tedesco Oscar Schindler. Nel 1997 arriva “La vita è bella” di Roberto Benigni: racconta la storia di una famiglia in un campo di concentramento e di come il padre per tutelare il figlio piccolo trasforma la tragica situazione in un gioco. Una tragicommedia è anche “Train de vie” di Radu Mihaileanu del 1999: qui il Consiglio dei Saggi di un villaggio ebraico del dell’Europa dell’Est prende la decisione di organizzare un finto treno di deportazione per sfuggire ai nazisti.

Libri

Tra i libri simbolo della Memoria c’è sicuramente “Se questo è un uomo” di Primo Levi, continuamente ristampato e tradotto in tutto il mondo: testimonianza con racconto in prima persona dell’autore deportato ad Auschwitz. Il “Diario di Anna Frank”: il racconto della ragazzina forse più rappresentativa dell’olocausto. Il suo diario custodisce i pensieri scritti durante la vita nascosta in un piccolo retrocasa di Amsterdam, nel vano tentativo di sfuggire ai campi di sterminio. “L’amico ritrovato” di Fred Uhlman: l’amicizia tra due ragazzini di sedici anni, un ebreo e un tedesco, messa alla prova dalla Storia. Tra le novità c’è “La sola colpa di essere nati” di Gherardo Colombo: un saggio appena pubblicato da Garzanti in cui l’autore ripercorre le vicende personali di Liliana Segre ed insieme si soffermano sulla necessità di non restare indifferenti davanti alle ingiustizie, riflettendo sulla differenza tra giustizia e legalità. Di ambientazione storica è il romanzo “Le api d’inverno” di Norbert Scheuer ( edito da Neri Pozza): nella Germania del 1944, in una cittadina di minatori, l’apicoltore Egidius si dedica ad un’attività segreta e per ogni ebreo trasportato di nascosto oltreconfine prende duecento marchi.

Libri per bambini

Un libro per cominciare a parlare della Shoah ai più piccoli è “La Shoah spiegata ai bambini”, illustrato da Chiara Abastanotti (Becco Giallo editore): nel laboratorio di una sarta tutti lavorano in armonia, fili, aghi, spille e tessuti fino all’arrivo del Generale coi Baffi che impone leggi crudeli. “La portinaia Apollonia” di Lia Levi, edito da Orecchio Acerbo e vincitore del Premio Andersen come miglior libro 6-9 anni, racconta la storia di Daniel un bambino che tutto solo deve far la fila per comprare da mangiare e che deve passar davanti alla spaventosa portinaia Apollonia. In “Fu stella” di Matteo Corradini, Lapis Editore, le voci narranti sono molteplici: quelle delle stelle gialle cucite sui vestiti. “Il gelataio Tirelli” di Tamar Meir (Gallucci Editore) racconta la storia di un gelataio che a Budapest decide di aiutare chi era in pericolo. In “La bambina del treno” di Lorenza Farina e Manuela Simoncelli c’è un incontro di sguardi tra un bambino, sul ciglio della strada, e una bambina su un treno. Dove è diretta?

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