I divani forlivesi conquistano il mercato

Il mobile imbottito del Forlivese e le piastrelle di Sassuolo trainano la ripresa dei distretti manifatturieri dell’Emilia-Romagna e spingono l’economia del territorio verso l’uscita dalla crisi correlata alla pandemia. Un tessuto che ha saputo reggere l’impatto grazie all’elevata patrimonializzazione delle imprese, ma che adesso vede correre soprattutto le esportazioni. A sancirlo è il 13° Rapporto economia e finanza dei distretti industriali redatto dalla direzione studi e ricerche di Intesa Sanpaolo.

L’analisi del gruppo bancario si è concentrata su 1.857 aziende del territorio e sui sistemi distrettuali che si dimostrano propulsivi nella spinta verso la ripresa del Paese e della regione, specialmente per quanto concerne le esportazioni pari a 16,5 miliardi di euro nel 2020-2021 per un saldo commerciale di 11,6 miliardi che collocano l’Emilia-Romagna al quarto posto in Italia dietro Veneto, Lombardia e Toscana. In quest’ultimo ambito i due distretti del “Sistema casa” spiccano: il ceramico di Sassuolo vanta il primato regionale con un saldo commerciale che nel 2020 ha toccato i 3,1 miliardi, mentre il mobile imbottito di Forlì è al 10° posto con 249 milioni di euro.

Il risultato più sensazionale, però, riguarda l’export. Quello emiliano-romagnolo nel primo trimestre dell’anno in corso è cresciuto del 6,4%, più della media dei distretti produttivi italiani attestata al 6% e poltrone e divani “Made in Forlì” hanno letteralmente spiccato il volo con una crescita delle esportazioni del 61,5%. «È la più alta in regione, ma questi dati portano quello forlivese ad essere il miglior distretto legno-arredo di tutta Italia» spiega Carla Saraius responsabile della direzione studi e ricerche del gruppo bancario. Se il raffronto considera le esportazioni dello stesso periodo del 2019, quindi prima dell’ondata pandemica, Forlì balza in vetta alla classifica regionale dei distretti manifatturieri con una crescita del 64,3% rispetto a due anni fa. A tenerne il passo solo l’alimentare parmense (+42%), mentre tutto il settore della moda piange con l’abbigliamento del Riminese a -32%. Fatto 100 il livello di fatturato del 2019, il comparto nel 2025 lo supererà abbondantemente attestandosi attorno a 115.

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