I controlli e il trattamento sull’acqua

L’acqua non è una risorsa finita. E non è qualcosa che nel rubinetto ci arriva perché “ci deve arrivare”. C’è tutto un mondo, dietro le quinte, che lavora per fare in modo che l’oro blu arrivi in casa per farci fare una doccia, lavarci i denti o, più semplicemente, per farci bere un bicchiere d’acqua. Donato Berardi direttore del laboratorio Ref Ricerche, è uno di quelli che di acqua se ne occupa da tempo, a tal punto da essere stato scelto per “Dicono che”, il Podcast di Chora e del Gruppo Hera per sfatare alcuni dei luoghi comuni sull’ambiente. «Falde e sorgenti sono una fonte abbastanza sicura, anche perché le acque vengono sottoposte a moltissimi controlli – spiega Berardi – Vengono trattate per renderla disponibile al consumo umano».

Ma come si può fare per avere una maggiore consapevolezza sulla risorsa acqua? «Ogni giorno consumiamo grossomodo 200 litri di acqua che se ne vanno in buona parte per lavarsi», aggiunge l’esperto. Molti sono i comportamenti responsabili che si possono attuare in casa, basti pensare che un bagno nella vasca consuma tra i 150 e i 180 litri, mentre una doccia di 5 minuti ne consuma solo 50. «Possiamo mettere in atto azioni individuali semplici, come le docce brevi. E magari possiamo chiudere il flusso dell’acqua, quando ci dobbiamo insaponare», aggiunge. Ref Ricerche ha svolto uno studio che fotografa bene quale sia il rapporto degli italiani con l’acqua. Solo una persona su due sa quale sia il nome del gestore che fornisce l’oro blu direttamente in casa e solo uno su tre identifica correttamente i quattro ambiti di servizio (fornitura, investimenti, depurazione e controlli) di cui il gestore è responsabile. Secondo un’elaborazione di Ref su dati Istat e Utilitalia, ci sono più di 425.000 km di acquedotti in Italia (327 volte la lunghezza dell’intero Paese).

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