I buttadentro

La parte migliore di Lucchese-Cesena 1-2? Ovviamente il risultato, in omaggio alla cara teoria di Bruno Bolchi secondo la quale in classifica ci sono scritti i punti che hai, mica come li hai ottenuti. Il Cesena di Lucca ha solo margini di miglioramento dall’inizio alla fine, da Viali fino a Caturano, un centravanti nel pieno di un eterno rodaggio che per ora è riuscito ad essere quasi sempre un leader emotivo, quasi mai un leader tecnico.

Vincere era troppo importante, perchè la prima vittoria in campionato aiuta a scongelare le ruggini di fine estate e aiuta a portare gente in un Manuzzi che con il Gubbio aveva più seggiolini vuoti di un film in cecoslovacco con i sottotitoli in tedesco. E se Ardizzone e Candela sono stati i buttadentro di Lucchese-Cesena, come si fa a buttare dentro un po’ di gente allo stadio come ai bei tempi? Un’idea l’ha data la Reggiana: è reduce da un’estate da retrocessa e ha i tifosi allegri il giusto, eppure alla prima giornata contro una neopromossa come il Montevarchi ha portato allo stadio 4.132 spettatori, primato della Serie C. Come ha fatto? Abbassando al massimo i prezzi, con operazioni promozionali per under 14 e over 65 che gli sono valsi i complimenti in una nota della Lega Pro. I prezzi di Reggiana-Montevarchi? Eccoli: 8 euro (ridotti 6) per i distinti, 6 euro (ridotti 5) in curva Sud.

Anche la Reggiana ha uno stadio piuttosto bello e un tifo di bocca buona da riaccendere dopo un anno e mezzo di pandemia. Ogni tanto bisogna avere la giusta umiltà di imparare da quelli più bravi e inserire la modalità buttadentro anche al Manuzzi, uno stadio che ha un senso solo con la gente dentro, altrimenti non sembra nemmeno che giochi il Cesena. Un tappeto di seggiolini vuoti non è da Cesena, è qualcosa di posticcio come ha raccontato sabato pomeriggio lo scrittore Fabio Genovesi alla rassegna “La bellezza delle parole” al Palazzo del Ridotto: “Alla festa dell’Unità di Forte dei Marmi, il budget era quello che era per i gruppi musicali, così veniva a suonare un gruppo che faceva musica latina con baffi posticci, tutta gente del posto che si spacciava per sudamericana. Si chiamavano i Finti Illimani”.

Commenti

Lascia un commento

Per favore inserisci il tuo commento!
Per favore inserisci il tuo nome qui