Questa serie, in dieci puntate, racconta le vicende di un gruppo di ebrei, neri e asiatici, guidati dal milionario Meyer Offerman (Al Pacino), che, nel 1977, dà la caccia ai nazisti accolti negli Stati Uniti dopo la fine della Seconda Guerra Mondiale. Ideata da David Weil e prodotta dal premio Oscar Jordan Peele, “Hunters”, pur toccando tematiche importanti legate alla Shoah, si configura come una vera e propria rappresentazione “pop” all’insegna della memoria dolente e dell’ironia (un’ironia che, a tratti, sfocia nel grottesco). Una serie la cui valenza espressiva si concentra nell’efficacia della condotta registica (vedi, ad esempio, l’uso del Dutch angle quando la tensione si alza…); nella capacità di ricreare perfettamente l’atmosfera degli anni Settanta, grazie alla scenografia, ai costumi e alla colonna sonora; e, soprattutto, in una spinta citazionista che guarda agli stilemi tarantiniani, al cinema di Spielberg, ai fumetti e a molte altre suggestioni.

<<“Hunters” si basa su uno schema nitido che spartisce, come nella scacchiera della sigla d’apertura, fra i buoni e i cattivi. Salvo scoprire che l’essere “buoni” non è scontato e che fra i nostri alligna – in chi moltissimo, in chi meno, in chi per nulla – il dubbio circa la differenza fra la giustizia e la semplice vendetta. E proprio questo è, alla fine, il dilemma che in ripetute occasioni si pone allo stesso spettatore, quando la trama finisce col sospingere i protagonisti “buoni” sino alla soglia delle azioni più crude>> (Stefano Balassone).

Argomenti:

serie tv

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *