Hotel di Rimini: “Arrivano proposte da avvoltoi, diciamo no”

Non c’è limite al “ribasso”, ma 17 euro a persona è una proposta che un albergatore serio non può prendere in considerazione. L’Aia tuona contro gli “avvoltoi” della vacanza con la presidente Patrizia Rinaldis. Nel mirino un’agenzia viaggi che nel 2022 vuole portare a Rimini 44 turisti a prezzi stracciati. L’appello: non accettate.

I morsi della crisi

Non andrebbe neppure ricordato, ma il turismo è alla vigilia di un’altra stagione piena di incertezze. Pochi giorni fa la presidente Rinaldis commentava l’addio alla Pasqua con queste parole: chiediamo al governo una data e modalità certe che ci possano fare aprire gli alberghi.

Bene, neppure il tempo di rimarcare pochi semplici concetti, che ai gestori di hotel alcune agenzie viaggi hanno fatto arrivare proposte definite “agghiaccianti” (se non peggio) dall’Aia: 17 euro a persona in un regime di mezza pensione, con colazione a buffet rinforzata. Per quando? Il 2022. Per chi? Turisti tedeschi: 44 persone (18 camere doppie e 8 singole).

“Non accettate”

Patrizia Rinaldis già l’anno scorso, visto il tenore delle proposte, aveva coniato la campagna “Noi valiamo di più”. Un invito agli associati a non cedere a simili contratti al ribasso. «Chiediamo ristori sulla differenza di fatturato – commenta – iniezioni di fiducia, ristrutturazione dei debiti, con una ripartenza incerta, un 2021 molto difficile, un punto interrogativo sul 2022. Ed ecco che in un clima del genere non mancano gli avvoltoi».

Di chi stiamo parlando? «Una agenzia del territorio sta inviando agli albergatori, per il 2022, una delle tante proposte vergognose che combattiamo da anni. Un gruppo di tedeschi, nostro mercato estero di riferimento, a 17 euro (netto) a persona, mezza pensione con colazione rinforzata a buffet. E di casi come questo ne stanno arrivando altri. Ai miei colleghi chiedo di dire no. Chiediamo di non dare ristori alle agenzie viaggi che lucrano sulle attività».

“Cattiva pubblicità”

«Ho voluto rimarcare un vecchio problema perché in questo momento di crisi c’è chi cerca di speculare» tuona Patrizia Rinaldis. «La gente ha voglia di aprire, di lavorare e questi avvoltoi propongono simili prezzi, ma vogliamo scherzare. Sotto i 30 euro non c’è alcuna redditività, non si fa un bel servizio, decoroso, la qualità non può essere garantita, si va sempre di più verso il decadimento e la struttura si marginalizza. Poi nel 2022, che dovrà essere l’anno della ripresa, come si fa ad accettare simili prezzi, con i tedeschi poi: stanno male, vanno a casa e fanno una pessima pubblicità al territorio. Chi non sa gestire un albergo è meglio che vada a raccogliere i lumachini».

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