Una pena a 10 anni e 3 mesi di reclusione per un inferno familiare durato un quarto di secolo. È questa la condanna inflitta a un tenente colonnello in pensione, ritenuto colpevole di maltrattamenti e violenze sessuali perpetrate tra il 1998 e il giugno 2023 nei confronti della moglie e delle figlie. La sentenza mette fine a una complessa istruttoria durata tre anni, che ha riconosciuto la piena responsabilità penale dell’imputato e la particolare gravità dei reati commessi.
Rimini. Un quarto di secolo di maltrattamenti. Condanna per un tenente colonnello
- 19 maggio 2026
I reati e l’assoluzione parziale
Il quadro probatorio emerso durante il processo ha confermato la quasi totalità dei gravissimi capi di imputazione. Come specificato dall’avvocato di parte civile, Annalisa Chiodoni, l’uomo è stato condannato per i maltrattamenti continuati nei confronti dell’intero nucleo familiare. Trova riscontro anche l’accusa di violenza sessuale ai danni della moglie e di una delle figlie (per quest’ultima nell’ipotesi di minore gravità).
Il tribunale ha invece decretato l’assoluzione per l’accusa di violenza sessuale limitatamente a una sola delle figlie. A supporto dell’impianto accusatorio, oltre a una solida mole di prove documentali, si sono rivelate decisive le testimonianze dirette dei familiari e dei vicini di casa, che negli anni hanno assistito ai segnali di un regime domestico oppressivo. «Per le ragazze e la loro mamma - ha commentato l’avvocato Chiodoni - l’esistenza è stata segnata da anni di estrema sofferenza psichica e fisica».
Le sanzioni accessorie
Oltre alla pena detentiva, il giudice ha stabilito pesanti sanzioni accessorie e risarcimenti per i danni morali subiti dalle vittime: 35mila euro sono stati assegnati alla moglie, mentre a ciascuna delle figlie è stata riconosciuta una provvisionale di 17mila euro.
Sul fronte delle restrizioni personali, l’ufficiale in pensione è stato interdetto dai pubblici uffici; inoltre, per la durata di un anno dopo l’esecuzione della pena, scatterà il divieto di avvicinamento ai luoghi frequentati da minori. Infine, per garantire un monitoraggio costante anche dopo la scarcerazione, l’uomo avrà l’obbligo di informare le forze dell’ordine sul proprio luogo di residenza ed eventuali spostamenti. Fissato il termine di 90 giorni per il deposito delle motivazioni.