BOLOGNA. In occasione delle due scosse di terremoto dello scorso 13 gennaio nel Ravennate, dall’Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia (Ingv) è partita immediatamente una segnalazione per avvisare in tempo reale il Centro operativo regionale della Protezione civile: nel messaggio c’erano la magnitudo del sisma, l’epicentro e la sua localizzazione, fino a una stima della diffusione sul territorio. I tecnici dell’Ingv si sono subito confrontati con gli operatori di Protezione civile per una prima valutazione ed è stata attivata anche la rete dei volontari, circa 150, formati precedentemente in collaborazione con l’Istituto, che escono in strada per le prime osservazioni su eventuali danni evidenti a cose e persone. Un test sul campo, lo definisce la Regione, della convenzione dedicata alla previsione del rischio sismico tra Ingv e Protezione civile, in via di rinnovo per altri tre anni fino a tutto il 2028. L’intesa rappresenta la prosecuzione di un supporto già collaudato in tema di pianificazione e gestione delle emergenze sismiche, con un impegno economico complessivo per l’Agenzia regionale pari a 90.000 euro. “È un’ulteriore conferma dell’impegno della Regione Emilia-Romagna a migliorare sempre di più le nostre attività di prevenzione del rischio e gestione delle emergenze”, sottolinea la sottosegretaria con delega alla Protezione civile, Manuela Rontini. Il ricordo del sisma del 2012, aggiunge Rontini, “è ancora vivo nelle nostre comunità, così come le scosse che hanno interessato territori in Romagna già colpiti dalle ondate di maltempo e, dunque, la collaborazione tra gli esperti dell’Ingv e gli operatori regionali rappresenta un valore aggiunto fondamentale a favore di cittadine e cittadini”.
Terremoto in Romagna, il 13 gennaio test sul campo della collaborazione Regione-Ingv
- 26 gennaio 2026