Lo stop ai diesel Euro 5 potrebbe slittare ancora. La Regione Emilia-Romagna sta valutando un ulteriore rinvio alla norma che dal 1° ottobre farebbe scattare il divieto di utilizzare veicoli diesel Euro 5 nei centri con più di 30mila abitanti. Non c’è ancora una nota ufficiale ma da alcuni mesi si stanno studiando soluzioni compensative efficaci e misurabili in grado di garantire gli obiettivi di miglioramento della qualità dell’aria secondo i criteri individuati nel Piano Aria Integrato Regionale, il cosiddetto PAIR 2030. La misura era già stata rinviata l’anno scorso ma l’ulteriore aumento dei costi dell’energia che negli ultimi tempi ha colpito sia gli imprenditori sia le famiglie ha consigliato alla giunta guidata da Michele de Pascale di trovare soluzioni alternative. Tra salari bassi, inflazione e crisi economica sono in molti a non riuscire ad arrivare a fine mese: figurarsi se possono acquistare un veicolo nuovo.
Stop ai diesel Euro 5 da ottobre, la Regione Emilia-Romagna studia alternative
- 02 settembre 2026
Una flotta numerosa
Si stima che siano circa 200mila i veicoli diesel Euro5 in Emilia-Romagna (in pratica sono tutti veicoli immatricolati prima del 1° settembre 2015). Le limitazioni impongono lo stop dal primo ottobre al primo marzo dalle 8.30 alle 18.30 dal lunedì al venerdì.
A fine luglio l’assemblea legislativa dell’Emilia-Romagna ha approvato una legge (la cosiddetta REFIT) che semplifica e aggiorna il quadro normativo, dando nuove possibilità di intervento anche in materia di qualità dell’aria.
La Padania che si ribella
Nel frattempo è in piedi un confronto con altre regioni del bacino padano. Lombardia, Veneto, Piemonte ed Emilia-Romagna sono quelle che per numero di sforamenti dei parametri devono applicare correttivi. Il Veneto e il Piemonte (a guida centro destra) però nel frattempo sono già partiti.
A inizio agosto il presidente del Veneto Alberto Stefani ha detto che «è inaccettabile impedire a tanti veneti di recarsi al lavoro o accompagnare i figli a scuola solo perché non possono permettersi l’acquisto di un’auto nuova. Per questo abbiamo avviato l’iter per sospendere il blocco delle auto diesel Euro 5, previsto dall’1 ottobre 2026». E sono stati annunciati alcuni interventi come anticipo del bando per la trasformazione dei veicoli diesel Euro 5 in Dual Fuel (cioè che possono funzionare anche con miscela di gasolio e gas gpl o metano), ricorso allo smart working nelle giornate di allerta PM10.
Il Piemonte ha invece messo in campo il ricorso all’uso di biocarburanti HVO (olio vegetale idrotrattato), una riorganizzazione del trasporto pubblico, interventi sugli allevamenti e anche altre innovazioni come nuovi sistemi di filtrazione dell’aria nelle aree più a rischio per degradare alcune sostanze inquinanti presenti nell’atmosfera.
Soluzioni cercasi
E in Emilia-Romagna? Una soluzione può arrivare dal Move-In. Il servizio è attivo dal 2023 e attraverso una “scatola nera” consente ai proprietari di mezzi inclusi nelle misure antismog di ricevere un chilometraggio annuale massimo da percorrere anche nelle aree normalmente interessate dalle restrizioni del traffico. L’obiettivo è offrire uno strumento equo per la mobilità anche a chi non può sostituire i veicoli per i quali sono previste restrizioni alla circolazione. Ma è allo studio anche qui il ricorso all’uso di HVO (la norma approvata fine luglio rende più facile l’apertura degli impianti). Se si andrà avanti sulla linea dello stop al divieto al diesel Euro 5 arriveranno anche ulteriori provvedimenti sostitutivi.
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