Sospetta una relazione col parroco e picchia la moglie: condannato a due anni e un mese in Bassa Romagna

Condanna a due anni e un mese di reclusione per maltrattamenti e lesioni nei confronti della moglie: questa la sentenza disposta ieri in rito abbreviato dal giudice per l’udienza preliminare Janos Barlotti per un 61enne di origini rumene, tutelato dall’avvocata Eleonora Sgrò.

La vicenda, avvenuta in un Comune della Bassa Romagna, aveva portato l’uomo di fronte al giudice nella primavera scorsa, dopo la denuncia presentata dalla coniuge all’indomani di un episodio - a detta della vittima l’ennesimo dopo anni e anni di angherie - avvenuto nel febbraio precedente. In quel caso era bastato un nonnulla per innescare una reazione di violenta gelosia: la donna aveva infatti dimenticato la borsa in chiesa dopo la messa e, contattando al cellulare il parroco, si era accordata con lui per recuperarla il giorno successivo.

Ma il marito ha pensato che dietro quella telefonata si celasse in realtà una relazione extraconiugale e ha reagito picchiandola.

La cronistoria dei maltrattamenti successivamente ricostruita dalla Procura affonda le radici a diversi anni fa, con i tira e molla nella coppia che iniziano nel 2017. Nel 2019, durante un soggiorno temporaneo in Romania, il 61enne avrebbe cacciato di casa la consorte dopo una lite, lasciandola fuori dalla porta mentre imperversava una nevicata. Ma le vessazioni non sarebbero finite qui: nel 2021, in piena pandemia, la donna aveva contratto il covid in forma grave, tanto da rendere necessario un ricovero di 20 giorni. Secondo il marito, però, l’origine del virus andava attribuita a scappatelle di cui lui si era convinto, fino al punto di augurare la morte alla coniuge. Da lì in poi una serie di violenze, sia fisiche che verbali, con minacce rivolte anche nei confronti del fratello della donna, cui lei si era rivolta per chiedere aiuto: la denuncia presentata alle forze dell’ordine parla anche di un tentativo di strangolamento. Lo stato di sudditanza in cui era precipitata la donna era destinato a risolversi solo anni dopo, con la scenata di gelosia causata dal parroco degenerata in percosse da 13 giorni di prognosi. Fatti per i quali il gup ha emesso una condanna a due anni e un mese, poco meno di quanto richiesto dalla Procura.

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