Bagnacavallo, sfonda le porte di casa dell’amante, ma lei si barrica in camera col marito

Non sono bastate due porte a tenerlo lontano dalla donna che riteneva essere la sua amante. Men che meno il fatto che in casa ci fosse anche il marito di lei. Lo scorso 15 luglio, fu più che un’irruzione fu un assalto quello che alla fine portò all’arresto in flagranza di un 44enne di origine marocchina, all’interno dell’abitazione in cui vivevano due coniugi, a Bagnacavallo. Ieri lo straniero, irregolare sul territorio nazionale, ha patteggiato la pena di un anno. Niente sospensione condizionale. Quella se l’è giocata per via del corposo elenco di guai con la giustizia che lo hanno reso un volto noto fra le forze dell’ordine della Bassa Romagna.

Il processo che si è chiuso ieri di fronte al giudice Michele Spina, dove l’imputato era difeso dall’avvocato Giorgio Vantaggiato, vedeva accusato lo straniero di violazione di domicilio e resistenza a pubblico ufficiale. La scorsa estate i coniugi erano entrambi in casa quando sentirono l’intruso alla porta. Una raffica di calci gelò loro il sangue, tanto da portarli a rintanarsi in camera da letto quando l’ingresso fu sfondato. L’uomo salì al piano superiore dirigendosi verso la stanza, a sua volta chiusa a chiave dall’interno. E anche qui calci e spallate, fino a farla venire giù.

Le intenzioni erano chiare, ben palesate e animate da un’inarrestabile desiderio di appartarsi con la padrona di casa. Meno limpidi sono invece i contorni del rapporto di conoscenza che il 44enne era convinto di aveva con la signora. Ma questo esula dalle accuse che hanno portato al suo arresto. Perché ancor prima dell’irruzione in camera da letto, il marito dalla donna riuscì ad allertare le forze dell’ordine. Giunti sul posto, i carabinieri della locale Stazione riuscirono a bloccare l’intruso fronteggiando un rocambolesco lancio di indumenti e spintoni.

Servì a poco la misura del divieto di avvicinamento. Sottoposto al braccialetto elettronico, l’uomo è finito in carcere nelle settimane successive rendendosi responsabile di un altro episodio di lesioni a Massa Lombarda.

Ieri, al termine del patteggiamento, il giudice lo ha rimesso in libertà disponendo l’obbligo di firma e di dimora a Ravenna, con divieto di tornare a Bagnacavallo. Quanto alle precedenti vicende giudiziarie che lo riguardano e che gli sono costate già cinque anni circa di carcere per pene definitive, non passa inosservato un episodio di atti sessuali con minorenne, oltre a tre condanne dal Giudice di pace per ingresso abusivo in Italia.

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