BOLOGNA. Sulla scuola il Governo Meloni “ha fatto una scelta sbagliata e ingiusta”. Una scelta che “non valorizza la scuola pubblica e i territori. In nessun modo la Regione Emilia-Romagna poteva esserne compartecipe”. Lo dice chiaro e tondo il presidente Michele de Pascale, che in un breve video affidato ai social torna a dire la sua sul commissariamento deciso ieri dal Consiglio dei ministri in tema di dimensionamento scolastico. “Tagliare il numero di istituti in tutto il Paese porterà a scuole di oltre 2.000 studenti- avverte de Pascale- renderà più difficile per i genitori, le famiglie, il personale della scuola e gli studenti poter partecipare”. Inoltre, afferma il presidente, “allontanerà la scuola dal territorio, soprattutto nelle zone più fragili, e indebolirà soprattutto i luoghi in cui c’è più bisogno di relazione con gli enti locali”. La scelta, non lo nasconde de Pascale, fu fatta in primis dal “Governo Draghi” e ora l’Esecutivo di Giorgia Meloni l’ha “voluta confermare”. Il dimensionamento prevede un parametro di 938 studenti in media per ogni scuola. “Peccato però che l’Emilia-Romagna sia già a 994- sottolinea de Pascale- ben oltre questo livello. Nonostante questo, per scelta del Governo Meloni, ci viene chiesto di tagliare altre 17 scuole. E’ inaccettabile, una scelta che potrebbe coinvolgere fino a 34.000 studenti che si troveranno in istituti sovradimensionati”.
Il presidente dell’Emilia-Romagna spiega di aver “fatto di tutto per convincere il Governo del proprio errore. Ieri sono andato al Consiglio dei ministri per far vedere i numeri e argomentare sul perchè questa scelta è anche iniqua”. Il taglio, afferma de Pascale, “non dovrebbe riguardare l’Emilia-Romagna”. Eppure “non c’è stato modo di discutere o di confrontarsi nel merito di questi numeri- dice il presidente- il Governo ha fatto la scelta di commissariare la Regione su questo specifico provvedimento. E ora i tagli verranno fatti direttamente dal ministero”.