Scuola, commissariamento Emilia-Romagna. Conti: «Avremo istituti con oltre 2mila studenti»

FORLI’. Con l’accorpamento imposto da Roma l’Emilia-Romagna dovrà mettere mano soprattutto alle scuole superiori. E potrebbe arrivare ad avere istituti anche «con oltre 2.000-2.400 studenti». Di fatto, «la ratio alla base dell’efficientamento viene meno». A dirlo è l’assessora regionale all’Istruzione, Isabella Conti, che torna a commentare il commissariamento deciso ieri dal Consiglio dei ministri. «L’Emilia-Romagna è la Regione più virtuosa d’Italia per quanto riguarda il numero di studenti in rapporto al numero di autonomie scolastiche- ribadisce Conti, questa mattina a margine di una conferenza stampa in Regione- noi non siamo contrari all’efficientamento della rete scolastica tout court, la nostra non è una posizione di contrasto ideologico, strumentale o politico. E’ una posizione tecnica, che riguarda un elemento su tutti».

I decreti ministeriali del 2023, 2024 e 2025 che individuano i criteri di efficientamento della rete scolastica nazionale, spiega Conti, fissano il parametro di 938 studenti per ogni autonomia scolastica. «L’Emilia-Romagna ne ha 994- sottolinea l’assessora- e ha 532 autonomie scolastiche, cioè scuole con dirigenti. Ma sulla base dei calcoli del decreto dovremmo averne 547». Con questo parametro, tra l’altro, «le altre Regioni sono in enorme difficoltà- rimarca Conti- quindi il Ministero individua, anno per anno, dei coefficienti di allentamento» rispetto allo standard dei 938 studenti. Sulla base di questi stessi coefficienti, però, «l’Emilia-Romagna avrebbe diritto a 555 autonomie scolastiche- precisa l’assessora- mentre ne abbiamo sempre 532». A conti fatti, dunque, l’Emilia-Romagna potrebbe chiedere «23 scuole in più».

Ma «non abbiamo mai tenuto questa posizione - afferma Conti - per una piena, totale e leale collaborazione istituzionale che è una postura da sempre della Regione Emilia-Romagna». Allo stesso tempo, però, «in modo del tutto arbitrario, non più seguendo criteri trasparenti, e cioè non ci è dato capire sulla base di quali ulteriori valutazioni matematiche e tecniche viene fatto, il ministero ci chiede di tagliare 17 autonomie e cioè di arrivare a 515 scuole». Negli ultimi 20 anni, peraltro, l’Emilia-Romagna ha già «agito in un’ottica di dimensionamento verticale con gli istituti comprensivi: è stata la punta di avanguardia a livello nazionale in questo senso e questo ci porta oggi ad essere virtuosi», sottolinea Conti. A cascata, questo significa che in Emilia-Romagna il dimensionamento riguarderà per lo più «gli istituti superiori- avverte l’assessora- che già oggi hanno 1.200, 1.500, 1.600 studenti: arriveremmo ad avere scuole di oltre 2.000-2.400 studenti, tra l’altro in una fascia di età così delicata. Vorrebbe dire avere un rapporto tra studenti e autonomie scolastiche non più di 938, ma di 1.030 studenti per ogni scuola. È chiaro che questo per noi rappresenta una profonda ingiustizia, la ratio che stava alla base dell’idea di efficientamento della rete scolastica nazionale viene meno in una Regione come la nostra, dove viene imposto un taglio in modo arbitrario, non giustificato, da un criterio trasparente che va a ledere la qualità educativa». Dunque, insiste Conti, «non è una questione ideologica né strumentale né politica, è tecnica perché siamo l’unica Regione d’Italia in queste condizioni. Siamo favorevoli all’efficientamento della rete scolastica, ma non a una penalizzazione della Regione più virtuosa considerata come se fosse spendacciona, che non ha saputo fare per tempo un lavoro di qualità».

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