Sassofeltrio, Cocaina nelle auto di una concessionaria. Droga in “pronta consegna”: 4 arresti

Duro colpo allo spaccio di stupefacenti in alta Valconca. A finire nella rete della giustizia, dopo una complessa ed articolata indagine investigativa protrattasi per oltre un anno, quattro persone ritenute responsabili, a vario titolo, di detenzione e spaccio continuato di cocaina, morte come conseguenza di altro delitto e tentata estorsione. Due sono finite in carcere, una ai domiciliari e la quarta ha l’obbligo di dimora nel Comune di residenza.

L’indagine

A mettere in moto l’attività investigativa, coordinata dalla Procura della Repubblica di Urbino e condotta dai carabinieri dell’Aliquota operativa, la morte di un quarantenne residente a Lunano, rinvenuto privo di vita all’interno della propria abitazione nel luglio 2024. Ad ucciderlo, una overdose di cocaina che, secondo la ricostruzione degli inquirenti, sarebbe stata ceduta, poche ore prima, proprio da uno degli indagati.

Grazie a intercettazioni telefoniche ed ambientali, servizi di osservazione e pedinamento, installazione di telecamere nascoste e numerosi riscontri testimoniali, le attività investigative hanno permesso di documentare l’esistenza di una strutturata attività di spaccio di cocaina radicata nel Comune di Sassofeltrio e operativa da anni, con clienti provenienti sia dalla Provincia di Pesaro-Urbino che da quella di Rimini.

Gli investigatori hanno documentato almeno 200 episodi di spaccio, confluiti in 72 capi d’imputazione, commessi tra agosto 2024 e ottobre 2025, dimostrando inoltre una gestione in forma familiare dello smercio di droga.

Il sistema criminale

A coprire l’attività di spaccio, una concessionaria di autovetture riconducibile a due degli indagati. La cocaina veniva occultata all’interno dei veicoli nel piazzale. Gli indagati inviavano agli acquirenti fotografie dell’auto utilizzata per nascondere la droga, indicando di volta in volta il mezzo nel quale recuperare le dosi.

Tra l’altro nel corso delle indagini, è emerso un episodio di tentata estorsione nei confronti di un acquirente. L’uomo, a fronte di un debito maturato per precedenti acquisti di cocaina, sarebbe stato minacciato con violenza per il recupero del denaro.

Una violenza dimostrata anche in passato. Secondo una precedente attività investigativa, infatti, alcuni dei soggetti coinvolti, sarebbero responsabili dell’incendio doloso di una Bmw X3 avvenuto a Sassocorvaro Auditore, ritenuto un atto intimidatorio maturato nell’ambito di debiti legati all’acquisto di sostanze stupefacenti. Le indagini avevano inoltre documentato aggressioni, rapine e successive minacce nei confronti di persone offese e testimoni, finalizzate anche a ottenere ritrattazioni davanti all’autorità giudiziaria.

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